Governo Monti? Andiamo a vedere: prima di tutto il paese (e no alla patrimoniale)

Diceva il Nobel della medicina Alexis Carrel: poco ragionamento e molta osservazione conducono alla verità. Sbaglia chi rifiuta di aprirsi e “andare a vedere” l’ipotesi di un governo Monti. Certo, dovrà essere politico, cioè implicare i partiti ai massimi livelli. Fonti Pdl a Tempi: “Assumere appieno la lettera Ue. No alla patrimoniale”

Prima di tutto il paese. Molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore. Viceversa, diceva il Nobel della medicina Alexis Carrel, poco ragionamento e molta osservazione conducono alla verità.

Osservazione
: siamo sotto i bombardamenti della speculazione internazionale.
Ragionamento: siamo a questo punto perché c’è una crisi globale e non sta funzionando l’Unione Europea.

Osservazione
: detto ciò, resta il problema dell’incandescenza borsistica e in questo fine settimana l’Italia dovrà decidere se affidarsi a un esecutivo di larghe intese o se andare al voto.
Ragionamento: andiamo al voto perché l’Italia ha bisogno di un governo forte e con un chiaro programma politico di risanamento. Niente ammucchiate consociative. Niente governi tecnico-burocratici.

Osservazione: tutti i dati fattuali ci dicono che l’Italia non può permettersi il lusso di rimanere neppure un giorno senza un governo capace e tempestivo nell’intraprendere quelle riforme che ci vengono chieste dall’Europa. Non basta la legge sulla stabilità ma occorrono interventi specifici e rapidi che restituiscano fiducia ai mercati. Interventi che consentano all’Italia di rimanere in Europa, con tutto il peso di sistema paese e l’autorità politica necessari, per discutere su un piano paritario le riforme necessarie. Perché l’Europa non può essere soltanto un’entità a direttorio franco-tedesco.
Ragionamento: consegnarsi a un governo tecnico-finanziario vuol dire rinunciare alla sovranità popolare.

Osservazione: consegnarsi intanto all’oscillazione delle Borse vuol dire mandare alla malora il popolo.
Conclusione: sbagliano coloro che, per partito preso e per analisi anche in punto di principio esatte, rifiutano di aprirsi e “andare a vedere” l’ipotesi di un governo Monti. Certo che non si può prendere a scatola chiusa. Certo che esso dovrà contenere un programma reale e bipartisan sulle richieste europee. Certo che dovrà essere politico, cioè implicare i partiti ai massimi livelli. Ma rifiutare in principio questa ipotesi è sbagliato. Come sbagliato sarebbe imporre un governo di tecnici. Dentro i partiti. Dentro a condizioni trasparenti e presentate al popolo con tutta la dovuta chiarezza e assunzione di responsabilità. Prima di tutto il Paese.

Ps. Secondo le fonti di Tempi il Pdl sarebbe orientato ad appoggiare un governo Monti a un’unica condizione chiara: che il programma dell’esecutivo sia la realizzazione dei punti contenuti nella lettera dell’Unione Europea. Né una virgola in più né una virgola in meno. In quella missiva non c’è richiesta di alcuna patrimoniale, che invece è un cavallo di battaglia della sinistra.