Deputato grillino: «Esecutivo Letta è il governo della trattativa stato-mafia e dei comitati d’affari Cl e Cdo»

Durissimo intervento in aula del deputato grillino Andrea Colletti che ha attaccato l’esecutivo dopo la richiesta di fiducia alla Camera.

«Presidente Letta, questo governo odora di democristianità, odora di intrecci di comitati di affari quali Comunione e liberazione e la Compagnia delle opere». Lo ha detto il deputato grillino Andrea Colletti, nel dibattito sulla fiducia al governo Letta. Non solo, il cittadino Cinquestelle ci è andato giù altrettanto pesantemente quando ha detto «presidente Letta, visto il ministro dell’Interno scelto, sembra il governo della trattativa stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura».
Tutto questo mentre a presiedere l’aula era un altro grillino, Luigi Di Maio, diventato immediatamente bersaglio dei parlamentari di Pd e Pdl per non aver ripreso il collega. «L’ultimo intervento è stato inaccettabile nei contenuti», ha sottolineato il democratico Ettore Rosato rivolgendosi a Di Maio, mentre Barbara Saltamartini, del Pdl, ha detto al giovane vicepresidente della Camera: «È mancata l’imparzialità al ruolo che lei ricopre. Non è possibile tollerare che in quest’aula vengano dette certe parole. Quello che lei ha concesso di dire che l’esponente del suo partito è gravissimo. Le consiglio di studiare i regolamenti parlamentari».

IL DISCORSO DI LETTA. Nel suo discorso Enrico Letta, dopo aver ringraziato Giorgio Napolitano e l’ex segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, ha esposto davanti ai parlamentari i punti programmatici del suo governo. Ricordando che l’Italia si trova in una «stagione complessa e dolorosa», Letta ha ha detto di voler rendere una testimonianza di «servizio al paese». Il capo del nuovo governo ha inoltre dichiarato che i ministri del suo governo non riceveranno uno stipendio supplementare, laddove già fossero parlamentari.

MENO DEBITO E MENO TASSE. «La riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo continuo e a tutto campo di questo governo», ha dichiarato il presidente del Consiglio.«La situazione economica dell’Italia è ancora grave, il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future», «ma – ha avvertito il Presidente del Consiglio – di solo risanamento, l’Italia muore». Perciò Letta non si limiterà alla «disciplina della finanza pubblica» e proporrà nelle sedi europee, le misure migliori e concertate con gli altri governi per arrivare a una crescita che, per l’Italia, dopo dieci anni di stagnazione, «non può più essere rimandata».

STOP IMU PRIMA CASA DA GIUGNO. Sulla politica fiscale, ilpPresidente del Consiglio ha proposto un cambiamento: «Bisogna superare l’attuale sistema sulla tassazione» della prima casa, «intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno». Insieme allo stop all’Imu sulla prima casa a giugno, Letta ha auspicato che il Parlamento attui una «riforma complessiva» del sistema di imposte, tenendo presente soprattutto la diminuzione delle tasse sul lavoro, in riferimento ai giovani e ai neoassunti e le aziende che offrono stabilità di impiego. Inoltre, ha aggiunto: «La burocrazia non deve opprimere la creatività degli italiani, bisogna rivedere l’intero sistema delle autorizzazioni per snellire le procedure».

CONVENZIONE PER LE RIFORME. Il Governo istituirà anche una Convenzione, formata da politici e tecnici, anche non parlamentari, per produrre una «riforma anche radicale del sistema politico» e delle istituzioni, perché vi sia una «democrazia governante», con un esecutivo forte e un parlamento non ostaggio del bicameralismo perfetto. Letta ha avvertito che si tratta dell’unica opportunità di rinnovare le istituzioni da parte della politica, e ha concesso un tempo massimo di 18 mesi per produrre risultati. Se vi saranno veti e incertezze, sul varo delle riforme, Letta si dimetterà. Inoltre, serve una riforma della legge elettorale «non solamente per avere una maggioranza sufficientemente ampia e coesa in grado di garantire governi stabili, ma anche per restituire legittimità alla politica». In ogni caso, ha detto, deve venire dopo le riforme istituzionali.

EUROPA. L’Europa, ha dichiarato Letta, «è lo spazio politico del futuro». Bisogna che completi la sua unione monetaria ed economica e progredisca verso un unione politica e bancaria. L’obiettivo è un’Unione federale. «L’Europa non è il passato, è lo spazio politico per rilanciare la speranza che ha animato questa società nel dopoguerra. L’Europa è il nostro orizzonte», ha concluso Letta.