Gobbo (Lega): «Sull’Imu noi sindaci padani faremo obiezione fiscale»

Il sindaco di Treviso e responsabile per il Carroccio in Veneto spiega a Radio Tempi che «questo governo è disinteressato al territorio: ha la sola preoccupazione di far cassa». «Noi sindaci non vogliamo fare gli esattori per lo Stato e per questo stiamo studiando qualche iniziativa di dissenso che non risulti contro la legge»

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I sindaci padani non ci stanno a far pagare la tassa sugli immobili ai loro cittadini. Il sindaco di Treviso e responsabile per la Lega nord nella regione Veneto, Gian Paolo Gobbo è intervenuto questa mattina a Radio Tempi per ribadire il suo no all’Imu. «Noi sindaci non vogliamo fare gli esattori per lo Stato», per questo la proposta avanzata dai padani è una sorta di «obiezione fiscale».

L’idea di non far pagare l’Imu, è stata promossa dall’ex sindaco di Vittorio Veneto, ed è ancora in fase di studio: «ci sono alcune commissioni nel parlamento padano che si stanno occupando della vicenda, affinché l’iniziativa non risulti contro la legge». L’iniziativa, spiega Gobbo, fa leva sull’obiezione esercitata negli anni passati, «da alcuni comuni che non facevano pagare la tassa di proprietà sulla prima casa prima che il Governo Berlusconi la abrogasse».

«Noi ci interessiamo al territorio. Questo governo ne è disinteressato: ha la sola preoccupazione di far cassa». Al sindaco di Treviso non piace la modalità con cui di sta definendo la manovra salva-Italia, il punto nodale è evitare «che paghino sempre i soliti noti». Occorre andare a colpire le realtà non virtuose: «Prima bisogna chiudere il buco, poi riempire la vasca». Alcuni esempi: «Spese folli sull’immondizia, sulla sanità. Continuare a versare soldi a queste realtà non serve a nulla», per il leghista bisogna prima sanare.

Alla domanda relativa al sommerso, Gian Paolo Gobbo preferisce puntare il dito contro «un’impresa enorme, multinazionale e che fa del contra legem il suo modus operandi: la mafia. Cominciamo a fare leggi che svincolino e blocchino determinate situazioni». Ricorda l’ospite di Radio Tempi che «la mafia al nord ce l’ha messa lo Stato negli anni Settanta con la famosa legge del soggiorno obbligato. Un concetto sbagliatissimo, come se una mela marcia in mezzo alle mele sane si sanasse. È l’esatto contrario: la mela marcia può far marcire le altre». 
Twitter: @giardser

Ascolta l’intervista a Gian Paolo Gobbo
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