«Gesù non è figlio di Dio». Passi del Corano letti durante la funzione anglicana per l’Epifania in Scozia

Le letture nel nome del dialogo. La protesta del vescovo anglicano Nazir-Ali: «Le autorità della Chiesa episcopale scozzese dovrebbero ripudiare questo gesto sconsiderato»

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Perché i re Magi hanno portato in dono a Gesù oro, incenso e mirra se non è figlio di Dio? È questa la domanda che molti fedeli anglicani di Glasgow avrebbero potuto farsi durante una celebrazione dell’Epifania alla cattedrale di Saint Mary. Avrebbero potuto, se avessero saputo l’arabo.

CORANO IN CHIESA. Ha destato scalpore la decisione della Chiesa episcopale scozzese, che fa parte della Comunione anglicana, di includere nel servizio per l’Epifania passi dal Corano letti in arabo. Durante la funzione Madinah Javed, 19 anni, ha letto alcune parti del libro di Maryam, che narra la storia della nascita di Gesù e dice chiaramente che il figlio di Maria non è figlio di Dio, ma profeta e «servo di Allah, al quale non si addice prendersi un figlio».

«RIPUDIARE IL GESTO». Molti fedeli hanno protestato. In particolare, l’ex vescovo di Rochester, Michael Nazir-Ali, ha dichiarato: «I cristiani dovrebbero conoscere ciò in cui credono i loro concittadini e di conseguenza possono leggere il Corano da soli, in arabo o in traduzione. Ma non è la stessa cosa leggere in chiesa il Corano durante una funzione pubblica di adorazione. Le autorità della Chiesa episcopale scozzese dovrebbero immediatamente ripudiare questo gesto sconsiderato».
Ma il prevosto della Cattedrale, Kelvin Holdsworth, ha difeso la decisione: «Eventi come questo sono avvenuti molte volte in passato in questa chiesa e non solo. Hanno aiutato ad approfondire i rapporti di amicizia locali, capire ciò che abbiamo in comune [con i musulmani] e dialogare su ciò che ci differenzia».

«PRESTO SAREMO ESTINTI». Questo episodio non fa che confermare le difficoltà della Chiesa anglicana, che in Inghilterra, secondo l’ex arcivescovo di Canterbury Lord Carey, «sarà estinta tra una generazione se non facciamo niente». Il problema non sono le iniziative dubbie come questa, le discussioni accese sui matrimoni gay o le minacce di scisma, quanto le fondamenta di una religione ormai pericolante. Infatti, un sondaggio condotto nel 2003 da Christian Research ha evidenziato che solo il 58 per cento dei sacerdoti di sesso maschile e appena il 33 per cento dei preti donne crede che Gesù sia nato da Maria Vergine; solo il 68 per cento dei sacerdoti maschi e il 53 per cento dei preti donne crede che Gesù sia risorto; solo il 53 per cento dei sacerdoti maschi e il 39 dei preti donne crede che la fede in Gesù possa salvare l’uomo.

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