Germania. Merkel sacrifica migranti e accoglienza per formare un nuovo governo

La cancelliera ha accettato di stabilire un tetto al numero di immigrati (massimo 200 mila) che ogni anno possono entrare nel paese. Oltre all’accoglienza, sarà sacrificata una Ue più unita

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epa05420916 A smiling German Chancellor Angela Merkel stands next to a European Union (EU) and a German national flag as she waits for the arrival of the guests during a reception of the Diplomatic Corps at the German government's guesthouse in Meseberg, Germany, 11 July 2016.  EPA/MAURIZIO GAMBARINI

Angela Merkel ha accettato di scendere a patti sui migranti per formare un governo di coalizione in Germania e i peggiori timori veicolati dai giornali all’indomani del voto del 24 settembre cominciano ad assumere una fisionomia reale, riporta la Bbc. I vertici della Csu, sorella bavarese della Cdu della Merkel, ha infatti chiesto per entrare in un governo di coalizione di stabilire un tetto al numero di immigrati che ogni anno possono entrare nel paese.

TETTO AI MIGRANTI. Alle elezioni di settembre l’Unione Cdu-Csu ha vinto le elezioni con il 32,9% dei voti, ma ha perso quasi il 9% rispetto al 2013 a favore del partito nazionalista Afd. La Csu, in particolare, ha perso il 10% dei voti in Bavaria e vuole invertire la rotta prima delle elezioni regionali previste per il 2018. Dopo che la cancelliera ha approvato l’entrata nel paese nel 2015 di 1,3 milioni di immigrati, ora la Csu ha ottenuto che il prossimo governo limiti il numero di ingressi annuali a 200 mila. La Merkel è sempre stata contraria a misure di questo tipo ma ha dovuto cedere nel tentativo di formare una nuova coalizione anche con liberali e verdi.

GUAI PER L’UE. Si sta verificando, dunque, quello che molti temevano e cioè che la Merkel sarà costretta a scendere a patti per formare un nuovo governo. Questi patti, però, non riguardano solo l’accoglienza, prontamente sacrificata, ma anche l’Ue. Liberali e verdi, infatti, chiedono una linea monetaria europea meno accomodante verso i paesi indebitati come l’Italia. Si oppongono anche a qualsiasi riforma dell’Eurozona: niente bilancio comune, niente ministro delle Finanze europeo e soprattutto niente comunitarizzazione del debito. Sarà varata, invece, una linea di austerità ancora più rigida per tutti. La Merkel ha già detto che i negoziati con i possibili alleati saranno «difficili». Di sicuro, il tentativo di «recuperare voti a destra» sarà deleterio per tutta l’Europa.

Foto Ansa

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