Genova, Scola: «Avrei voluto dai politici meno accuse e più condivisione del dolore»

Anticipiamo alcuni stralci dell’intervista al cardinale Angelo Scola che apparirà sul numero di settembre di Tempi: «Mi stupisce la canea sorta dopo il crollo»

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Sul numero di settembre di Tempi apparirà un’intervista esclusiva rilasciataci dal cardinale Angelo Scola. Ne anticipiamo alcuni contenuti.
La tragedia di Genova: lo sguardo cristiano che segno vede in quello che è accaduto?
È una tragedia che dovrebbe come prima cosa sollevare una partecipazione nell’affetto e nella preghiera non solo per quanto riguarda chi ha perso la vita, ma anche i loro cari. A questo proposito stupisce abbastanza, senza volere sottovalutare l’importanza di accertare le responsabilità, la canea sorta subito dopo sulla questione: «Quelli che hanno sbagliato la pagheranno». Era inutile continuare a ripetere qualcosa di ovvio. Avrei voluto sentire dal mondo civile e dai politici parole più comprensive di una condivisione del dolore, perché dalla condivisione del dolore nasce una solidarietà nella cittadinanza che è insostituibile.
(…)
Papa Francesco: qual è il dono inestimabile che ha portato alla Chiesa e al mondo, e su cosa invece gli tirerebbe le orecchie?
Il dono è quello della testimonianza cristiana intesa in senso pieno. Come Gesù, è un uomo coinvolto in prima persona con ciò che promuove. Lo si vede dalla scelta delle modalità del suo insegnamento, che è fatto di esempi, di gesti, di cultura di popolo. Speriamo che questa novità non sia fatta prigioniera da false dialettiche interne alla Chiesa, tra quelli che vorrebbero il cristianesimo ridotto a religione civile che cementa una società disastrata e quelli che dicono che l’unica cosa che conta è portare come Gesù sulle spalle la sofferenza dell’altro, e tutto il resto che riguarda la costruzione della società degli uomini non conta. A Francesco non ho nulla da rimproverare. Mi piacerebbe molto che il Santo Padre si occupasse, magari in un’enciclica, del tema della libertà.
(…)
Viviamo in un’epoca di secolarizzazione senza precedenti, ma anche di asseriti fenomeni soprannaturali: apparizioni mariane, possessioni diaboliche. Come interpreta questo fatto?
Non parlerei di apparizioni, termine da riservare a Cristo, ma di visioni. Sono del tutto naturali. La Madonna è stata immersa nel suo popolo e l’ha amato: perché non dovrebbe continuare ad assecondarlo e ad amarlo, aiutandolo? Per quanto riguarda le possessioni, sono sempre stato molto impressionato dalla sofferenza delle persone che pensano di essere possedute. Ho istituito nella diocesi di Milano 15 esorcisti, ai quali ho chiesto anzitutto di fare compagnia alle persone sofferenti, e quindi di intervenire con l’esorcismo quando pensano di constatare che veramente si tratta di possessioni diaboliche.

Foto Ansa

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