«Il genocidio degli armeni? Sono stati gli stessi armeni travestiti da turchi»

La Turchia prova in tutti i modi a negare il genocidio armeno, anche con ipotesi grottesche. Ma stasera la Chiesa canonizzerà un milione e mezzo di martiri

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Armenians living in Greece protest outside the Turkish Embassy

Domani, nella capitale armena Erevan, si celebrerà il centenario del genocidio degli armeni (1915-2015) per mano degli ufficiali dell’Impero ottomano. Nonostante la Turchia continui a dire di essere «dispiaciuta», di riconoscere che ci sono state vittime in Anatolia e di negare solo che si sia trattato di «genocidio», i fatti degli ultimi giorni raccontano un’altra storia.

BOICOTTAGGIO. Il leader della repubblica serba di Bosnia e Erzegovina, Milorad Dodik, ha denunciato le autorità turche per avergli impedito di usare il loro spazio aereo per recarsi a Erevan a commemorare il genocidio. Ankara ha risposto negando tutto e affermando di aver dato tutte le autorizzazioni necessarie, ma Dodik ha ribadito: «Avevano dato tutte le autorizzazioni, ma poi le autorità turche non mi hanno permesso di sorvolare il loro spazio aereo. Ho aspettato quattro ore e mezza in un aeroporto bulgaro ma ho atteso invano».

«GENOCIDIO? FATTO DAGLI ARMENI». L’incapacità turca di riconoscere le proprie responsabilità non si limita a dei trucchetti per impedire che qualche leader raggiunga Erevan domani, ma sfocia in un rinnovato negazionismo. Ieri il professore universitario Cevdet Kırpık, docente alla Erciyes University (provincia di Kayseri), è stato intervistato dall’agenzia di Stato turca Anadolu sul genocidio e ha dichiarato: «Secondo i nostri studi condotti sui documenti presenti negli archivi ottomani, gli armeni si sono travestiti da curdi, lazi, circassi e turchi per attaccare i loro stessi villaggi, uccidendo il loro stesso popolo con lo scopo di riuscire a ottenere l’indipendenza», riporta il quotidiano turco Hurriyet.

I VERI DOCUMENTI. Secondo la ricostruzione del docente universitario, «razziando i villaggi travestiti da ufficiali turchi, gli armeni volevano fomentare una rivolta degli armeni contro gli ottomani per ottenere l’indipendenza». Inutile dire che i documenti presenti negli archivi ottomani sono radicalmente diversi da quelli presenti in tutti gli archivi di tutti gli Stati del mondo, che descrivono nel dettaglio come la fazione dei Giovani turchi eliminò un milione e mezzo di armeni in otto anni per costruire uno Stato-nazione turco.

OLTRE UN MILIONE DI SANTI. Davanti a questi fatti valgono poco le condoglianze espresse l’anno scorso dal presidente Erdogan o quelle di pochi giorni fa del premier Davutoglu. Il negazionismo turco non impedirà però alla Chiesa apostolica armena di canonizzare stasera, con una funzione religiosa solenne, un milione e mezzo di martiri. «Per il popolo armeno è sorta una nuova alba – aveva annunciato in un messaggio il patriarca armeno ortodosso Karekin II – Dio ha voluto che la nostra gente, condannata a morte da un piano genocida, sia riuscita a vivere e risorgere, in modo da poter presentare questa giusta causa davanti alla coscienza dell’umanità e al diritto delle genti, per liberare il mondo dalla callosa indifferenza di Pilato e dalla negazione criminale della Turchia. La nostra Santa Chiesa offrirà il 23 aprile un servizio speciale per canonizzare i suoi figli e figlie che hanno accettato il martirio come santi “per la fede e per la patria”, e proclamerà il 24 aprile come “Giornata del ricordo dei Santi Martiri del Genocidio”».

Foto Ansa

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