Gaza. L’Egitto propone una tregua. Israele aderisce. Hamas rifiuta e continua a lanciare razzi. Riprendono i bombardamenti

Israele aderisce al cessate il fuoco a condizione che Hamas rinunci al lancio di missili e smilitarizzi la striscia di Gaza. L’organizzazione terroristica rifiuta la tregua per alzare la posta dell’accordo

«La proposta egiziana per un cessate il fuoco e aprire i negoziati offre l’opportunità per porre fine alla violenza e riportare la calma». Così il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva oggi commentato la proposta del governo egiziano di farsi mediatore per la fine dei bombardamenti reciproci fra Israele e Hamas. Il gabinetto di sicurezza israeliano, dopo aver minacciato un’invasione della striscia di Gaza, stamane aveva aderito alla proposta egiziana, annunciando che avrebbe terminato le operazioni su Gaza – ormai giunte al settimo giorno – se Hamas avesse fermato il lancio di razzi sulle città israeliane. I leader di Hamas, però, hanno rigettato qualsiasi soluzione pacifica al conflitto, anche se, secondo fonti di Haaretz, sarebbero stati in contatto con i servizi segreti egiziani per trovare un accordo. Così è ricominciato il bombardamento da parte di Israele.

LE CONDIZIONI DI HAMAS. Il vero nodo per il “cessate il fuoco” sono le richieste delle due organizzazioni, in particolare di Hamas, i cui consensi in Palestina sono da tempo in discesa. Osama Hamdan, responsabile del dipartimento relazioni internazionali di Hamas, ha annunciato ieri sul sito del movimento islamista che Israele «deve accettare le richieste delle fazioni se intende attivare le trattative per un reale cessate il fuoco». Per fermare il lancio di missili dalla striscia, Hamas ha chiesto a Israele di rimuovere l’embargo di Gaza, terminare l’attività militare in Cisgiordania, liberare tutti i prigionieri ri-arrestati da Israele dopo lo scambio con Shalit nonché il miglioramento delle condizioni dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane.

HAMAS RINUNCI AI MISSILI. La risposta del governo israeliano alla linea intransigente di Hamas è stata netta: «Se Hamas non accetterà il cessate il fuoco, intensificheremo gli attacchi», aveva detto oggi il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In conferenza stampa con il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, il primo ministro di Israele aveva spiegato che il governo avrebbe aderito alla proposta egiziana «per dare l’opportunità di smilitarizzare la Striscia di Gaza dai razzi».
A confermare l’isolamento internazionale di Hamas arriva anche il sostegno a Israele del ministro degli esteri tedesco Steinmeier, il quale ha spiegato che «Israele ha il diritto morale e legale per rispondere agli attacchi». Se Hamas non ferma il lancio di missili, ha rincarato il ministro tedesco, «Israele ha la legittimità internazionale di agire». «Gaza non può essere un deposito di razzi di Hamas. Si tratta di un pericolo per Israele ed è un pericolo per i residenti di Gaza», ha spiegato Steinmeier, invitando Hamas ad aderire al cessate il fuoco.