Francia, respinta l’accusa di «pregiudizio morale» per il sindaco che non ha celebrato un matrimonio gay

Il giudice non ha competenza sull’accusa a carico del primo cittadino di Arcangues, Jean-Michel Colo. Ma la coppia gay: «Ora la causa penale per discriminazione»

Il sindaco di Arcangues Jean-Michel Colo, che a giugno si è rifiutato di celebrare un matrimonio gay in Francia appellandosi alla sua libertà di coscienza, non dovrà risarcire con 10 mila euro la coppia che l’ha denunciato per «pregiudizio morale».

VIZIO DI FORMA. Il giudice di urgenza a cui si sono rivolti Guy Martineau-Espel et Jean-Michel Martin ha emesso una sentenza in cui afferma che «il pregiudizio morale è di competenza esclusiva dei magistrati [di base] e non di quelli d’urgenza». La richiesta della coppia gay è stata quindi respinta per un vizio di forma, anche se il giudice ha specificato che i due uomini «si sono comunque potuti sposare un mese dopo la seconda richiesta».
Il 22 luglio, infatti, dopo un braccio di ferro durato più di un mese e una lettera che minacciava sanzioni inviata al Comune di Arcangues dal ministro degli Interni Manuel Valls, un aggiunto del sindaco ha deciso di celebrare le nozze gay nonostante fosse contrario.

NIENTE LIBERTÀ DI COSCIENZA. L’avvocato del primo cittadino Colo ha esultato, parlando di rispetto «della libertà di coscienza dei sindaci». Ma non finisce qui, come annunciato dall’avvocato della coppia gay: «Abbiamo anche fatto causa sul piano penale per discriminazione». Una recente decisione del Consiglio costituzionale ha negato in Francia il diritto alla libertà di coscienza dei sindaci, che non potranno rifiutarsi di celebrare un matrimonio gay pena il carcere.