Attore francese confessa: «Sono gay e sono triste». E per gli attivisti Lgbt è «omofobo» pure lui

«Non mi piace la mia omosessualità e non rivendico diritti in guanto gay». Il comico Pierre Palmade si apre in un’intervista e viene sommerso dalle critiche

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L’attore comico francese Pierre Palmade, le cui tendenze omosessuali sono note, è stato accusato di omofobia dagli attivisti Lgbt solo per aver espresso le sue opinioni circa la propria condizione e sulla legge Taubira che ha legalizzato il matrimonio omosessuale nel suo paese.

ATTACCHI. «Non mi piace la mia omosessualità, sono veramente triste. Prima ero arrabbiato, ora sono triste di essere gay», ha confessato il comico ai microfoni di Radio Europe 1. «La mia omosessualità – ha aggiunto Palmade – mi sembra sempre più distante da quella che vedo espressa in giro. Io non sono né pro né anti gay, io non rivendico nulla per questa causa». Ma parlando apertamente del suo disagio, l’attore ha messo in imbarazzo il mondo dell’attivismo gay. Contro di lui è intervenuto anche Olivier Ciappa, regista e disegnatore del francobollo con la Marianna francese ispirata alla leader delle Femen Inna Shevchenko: «Sto cercando di trattenermi, ma le dichiarazioni auto-omofobiche di Pierre Palmade sono totalmente egoiste ed egocentriche e mi rendono isterico».

«MI RIFIUTO DI ESSERE UN MILITANTE». Palmade ha poi ribattuto su Facebook: «È vero, mi rifiuto di essere gay a tempo pieno, non voglio ridurre la mia identità a quella sessuale (…). E mi rifiuto di essere un militante». Per il mondo Lgbt, però, anche gli omosessuali che non restano fedeli alla linea sono ormai da considerare “omofobi”.

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