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La preghiera del mattino

Francia sempre più isterica verso le presidenziali 2027. È l’eredità di Macron

Di Rodolfo Casadei
18 Maggio 2026
La sinistra che minaccia «insurrezioni» se vincerà Le Pen, la destra sempre più lontana dal centro, la lezione per i terzopolisti nostrani. Rassegna ragionata dal web
I principali aspiranti candidati alle prossime elezioni presidenziali francesi: da sinistra, Jean-Luc Mélenchon, Édouard Philippe, Jordan Bardella e Marine Le Pen (foto Ansa)
I principali aspiranti candidati alle prossime elezioni presidenziali francesi: da sinistra, Jean-Luc Mélenchon, Édouard Philippe, Jordan Bardella e Marine Le Pen (foto Ansa)

Manca ancora un anno alle elezioni presidenziali in Francia, ma fra i partiti politici francesi regna già un clima di isteria. Qualche esempio. Bally Bagayoko, neoeletto sindaco di Saint-Denis e Pierrefitte-sur-Seine, uno dei comuni conquistati da La France insoumise (Lfi) alle ultime elezioni amministrative, evoca una «insurrezione popolare» nel caso che il candidato del Rassemblement national (Rn) esca vincitore dalla competizione elettorale. Scrive Le Figaro:

«In una lunga intervista rilasciata a Oumma.com, un organo di informazione della comunità musulmana, Bally Bagayoko discute di una possibile “rivolta popolare” in caso di vittoria del Rassemblement national nel 2027. […] “O noi o loro… cioè, l’estrema destra”, ha dichiarato il politico durante l’intervista. Circa dieci minuti dopo, ha affermato di essere “fermamente convinto che il popolo si solleverà” se la destra nazionalista vincerà le elezioni. Il suo intervistatore lo ha quindi avvertito: “Attento, signor Bagayoko, verrà ...

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