Francia, il Consiglio di Stato boccia la stanza del buco per drogati di Hollande: «È contro la legge»

Il governo socialista voleva aprirne una a Parigi, nel decimo distretto. Sospiro di sollievo momentaneo dei residenti: «La sicurezza qui sarebbe peggiorata, da poco le donne hanno ricominciato a uscire la sera»

Tutto era pronto per l’apertura in Francia a Parigi della prima stanza del buco, un locale perfettamente salubre per tossicodipendenti dove sia possibile consumare droghe illegali assistiti da infermieri. Il progetto, che costerebbe ai contribuenti un milione di euro e che è stato osteggiato in ogni modo dai residenti parigini, è stato a sorpresa bloccato dal Consiglio di Stato e quindi non partirà a dicembre (nella foto a fianco la protesta di un palazzo nel decimo distretto).

NON CONFORME ALLA LEGGE. Secondo il Consiglio di Stato infatti, interpellato dal governo che voleva avere tutti i via libera davanti alle proteste dei parigini, una «sala di consumazione di droga» non è conforme alla legge sulla salute pubblica del 2004, che vieta e penalizza il consumo di stupefacenti. Non basta il decreto con cui il governo Hollande voleva sistemare tutto alla svelta, per il Consiglio la legalità delle stanze del buco deve essere sancita in una legge futura.

LE PROTESTE DEI FRANCESI. Da mesi i francesi che vivono nel decimo distretto, dove il governo Hollande vuole aprire la stanza del buco vicino alla Stazione nord, si lamentano e protestano contro i socialisti: «Esiste una legge che proibisce la consumazione di stupefacenti in Francia – ha dichiarato a più riprese Serge Lebigot, presidente dell’associazione “Genitori contro la droga” – In nome di che cosa si concede una deroga per il decimo distretto? [La stanza del buco] attirerà spacciatori, creerà una zona dove non vige la legge e alla fine porterà alla legalizzazione della droga».

PERICOLO PER LA SICUREZZA. Ora qualcuno accenna una timida esultanza, tirando un momentaneo sospiro di sollievo in attesa delle prossime mosse del governo: «Una stanza del buco ci avrebbe fatto tornare indietro di dieci anni in fatto di sicurezza – dichiara un commerciante del decimo distretto – Io avevo già cominciato a risparmiare in vista di un calo della clientela nella zona. Da poco le donne hanno ricominciato qui a uscire la sera senza aver paura». «Prendersi cura dei tossicodipendenti va bene – afferma un residente che dalla finestra di casa sua vede il container che dovrebbe ospitare la stanza del buco – Ma non così e non di fianco a un teatro, a un asilo e a un liceo».