Hollande il giacobino: un anno di attacchi alla Chiesa e alla religione cattolica

Dagli insulti a Benedetto XVI alla minaccia di sequestrare i locali della Chiesa, fino al desiderio di eliminare la religione cattolica

«Non credente». Così Samuel Pruvot ha definito il capo dello Stato francese nel suo libro Francois Hollande, Dio e la Repubblica. Che a Hollande i cristiani piacciano poco non è una novità. Il presidente della Repubblica francese ha inanellato in un solo anno di governo molti atti che lo provano.

HOLLANDE E L’UMANITÀ SENZA DIO. Dalle parole con cui ha reagito alla rinuncia di Benedetto XVI («La Francia non ha un candidato da presentare…»), all’annullamento di una visita a un museo per non dover parlare con un dipinto cristiano alle spalle, dagli auguri ai musulmani per il Ramadan, ai cinesi per l’anno lunare ma non ai cristiani per la Pasqua, alla modifica di una tradizione marinara millenaria: chiamato a “battezzare” una nave, pur di non essere associato a questa parola, ha costretto la Cma Cgm a «stravolgere le tradizioni» chiamando la cerimonia “inaugurazione”. Senza contare che durante il suo primo giorno di mandato ha ispirato il suo governo al lavoro di Jules Ferry, politico del 1800 il cui obiettivo era «costruire l’umanità senza Dio e senza re».

INNO ALLE FEMEN BLASFEME. Tanto per ribadire il concetto, Hollande ha deciso di associare il volto della Francia, la Marianna, che rappresenta la permanenza dei valori, a un artista pro-matrimonio gay e alla leader del movimento Femen Inna Shevchenko che, tra gli innumerevoli altri atti osceni e blasfemi commessi negli anni, il 12 febbraio 2013 aveva manifestato nuda dentro Notre-Dame per “festeggiare” le dimissioni di Benedetto XVI, al grido di “pope no more” e la legge Taubira sui matrimoni omosessuali.

SEQUESTRARE PROPRIETÀ DELLA CHIESA. Ma nel nuovo governo francese socialista, Hollande è in buona compagnia. Come dimenticare la polemica lanciata dal ministro delle Abitazioni francese, la signora Cécile Duflot, praticamente l’unico membro della squadra Hollande a definirsi credente, che ha minacciato così la Chiesa nel dicembre scorso: mettete a disposizione dello Stato i vostri «locali semi-vuoti» per accogliere i poveri, altrimenti con una «dimostrazione d’autorità» dovremo requisirveli. Un discorso degno dei giacobini ai tempi della Rivoluzione francese.

ELIMINARE LA RELIGIONE CATTOLICA. E a proposito di Rivoluzione francese, ha fatto scalpore il programma del ministro dell’Educazione Vincent Peillon, che nel 2008 parlava così durante la presentazione del suo libro La Rivoluzione francese non è ancora terminata: «Non si potrà mai costruire una paese libero con la religione cattolica. (…) Adesso abbiamo fatto la rivoluzione essenzialmente politica, ma non quella morale e spirituale. Quindi abbiamo lasciato la morale e la spiritualità alla Chiesa cattolica. Dobbiamo sostituirla». E con che cosa? «Bisogna inventare una religione repubblicana. Questa nuova religione è la laicità, che deve accompagnare la rivoluzione materiale, ma che è in realtà la rivoluzione spirituale».

MATRIMONI GAY. E non finisce qua. Sorvolando su come Christiane Taubira, ministro della Giustizia e promotrice della legge sui matrimoni gay, ha ricevuto in modo «freddo, brusco e ostile» il cardinale e allora arcivescovo di Parigi Vingt-Trois, non si può non citare il ministro degli Interni Manuel-Valls. Per ben due volte, il ministro si è recato in una moschea per festeggiare l’interruzione del digiuno al tramonto durante il mese di Ramadan, per sottolineare «i sentimenti di affetto che legano la Repubblica e i musulmani». Cosa ha detto invece ai cristiani, che tra profanazioni di chiese e di cimiteri, hanno subito quest’anno l’80 per cento degli attentati a siti religiosi? Niente. Salvo negare ai sindaci il diritto all’obiezione di coscienza sugli sposalizi delle coppie omosessuali e dare ordine alla polizia di arrestare qualunque persona si faccia vedere in centro a Parigi con una maglietta della Manif pour tous.