Francia. Chi è contro la fecondazione per lesbiche avrà la mano mozzata

La legge sull’estensione della fecondazione assistita a donne single e alle coppie lesbiche approderà in Consiglio dei ministri a luglio in Francia. L’82 per cento dei francesi è contrario ma Macron se ne infischia. E chi si oppone, viene attaccato, come il dottore Raphaël Nogier

L’82 per cento dei francesi è contrario a estendere la fecondazione assistita a donne single e alle coppie lesbiche. Nonostante questo, Emmanuel Macron vuole a tutti i costi la legge, che sarà presentata in Consiglio dei ministri a luglio. Gli Stati generali della bioetica, lanciati da Macron nel 2018 per dare una parvenza di democraticità alla sua scelta, hanno confermato l’opinione contraria dei francesi. Ma il presidente ha deciso di infischiarsene, anche se la “Pma per tutte” porterà anche alla legalizzazione dell’utero in affitto. Il clima intorno alla futura legge è teso e chiunque osa opporsi viene preso di mira, come dimostra il caso del dottor Raphaël Nogier, il cui studio medico a Lione è stato attaccato e imbrattato da attivisti LGBTQI. Riportiamo di seguito una nostra traduzione del comunicato che il dottore ha rilasciato nel fine settimana.

Sono un medico situato nel quinto arrondissement di Lione e sono stato vittima nella notte di domenica 9 giugno di insulti e degradazioni importanti contro il mio studio medico.

Degli individui hanno ricoperto di scritte la facciata dell’immobile nel quale esercito con degli slogan come questo, “Abbasso la famiglia eteronormata”, hanno affisso dei volantini sulla porta e riempito la mia buca delle lettere con della schiuma che mi impedisce di ricevere le informazioni che riguardano i miei pazienti.

Il volantino affisso comincia così: “Oggi, domenica 9 giugno, abbiamo deciso di attaccare e ritinteggiare lo studio del dottor Raphaël Nogier, un medico LGBTQIfobo fascista”. E termina con delle minacce.

Il gruppo “F.R.E.A.Q.S.” che ha firmato il volantino mi nega ogni libertà di pensiero, espressione e partecipazione al dibattito nella società: scrivono infatti che “noi non possiamo accettare che le nostre scelte siano messe in dubbio da eterosessuali cisgender bianchi e borghesi”.

Perché questa aggressione e questi insulti discriminatori? Perché ho rilanciato il manifesto dei medici che hanno raccolto 2.000 firme di colleghi contro l’estensione della fecondazione assistita (Pma) alle donne sole e alle coppie di donne.

Al di là della denuncia per attentato all’esercizio della mia professione che andrò a fare oggi, questo attacco conferma purtroppo che il dibattito sulla Pma non è “pacifico” come sperava il nostro presidente della Repubblica [Emmanuel Macron]: i partigiani dell’estensione della Pma negano agli altri il diritto di non condividere le loro rivendicazioni e rendono isterico il dibattito.