Fosse comuni ed esecuzioni sommarie in piazza per gli «apostati»: l’ordinaria amministrazione del Califfato

Trenta uomini, musulmani sunniti come i combattenti dello Stato islamico, sono stati messi in fila ieri mattina sulla strada principale del distretto di al-Bakir e mitragliati

hit-anbar-iraq-stato-islamico1Dovunque arrivi il Califfato, le scene che si ripetono sono sempre le stesse: esecuzioni sommarie, terrore, devastazioni. A Hit non è stata fatta eccezione. La città della provincia di Anbar, a poche decine di chilometri dalla capitale dell’Iraq Baghdad, è stata conquistata da appena un mese ma i terroristi non hanno perso tempo.

ESECUZIONI SOMMARIE. Trenta uomini, musulmani sunniti come i combattenti dello Stato islamico, sono stati messi in fila ieri mattina sulla strada principale del distretto di al-Bakir e mitragliati. Erano soprattutto leader delle tribù locali, colpevoli di essersi alleati con il governo iracheno contro i terroristi. Prima di arrivare sul luogo dell’esecuzione, sono stati fatti sfilare per le strade, mentre gli altoparlanti delle moschee riferivano che si trattava di apostati. Per lo Stato islamico pecca di apostasia qualunque musulmano si opponga al Califfato.

hit-anbar-iraq-stato-islamicoFOSSE COMUNI. Il leader del consiglio provinciale di Anbar ha parlato delle esecuzioni come di «un crimine contro l’umanità». I terroristi stanno avanzando verso Baghdad da ovest e già hanno cominciato a sparare su Abu Ghraib, la città dalla quale è possibile colpire l’aeroporto di Baghdad. Altre notizie diffuse oggi parlano di una fossa comune trovata a Ramadi con 150 corpi  e di una fuori dalla città di Hit con 47 cadaveri.

RAID AEREI. Anche lo Stato islamico ha subito delle perdite. Sono almeno 300 i miliziani uccisi dai bombardamenti aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti. I raid hanno colpito la località irachena di Baiji, dove si trova la più grande raffineria di petrolio del paese.