Formigoni: Non partecipo a summit segreti di Cl

Con una nota apparsa sul suo sito, il governatore lombardo chiarisce quali siano i suoi rapporti con il movimento ecclesiale cui appartiene e il suo rapporto con l’arcivescovo di Milano, Angelo Scola. E poi lancia una proposta: «Rapportare l’indennità dell’amministratore pubblico all’efficacia della sua azione di governo, un po’ come avviene nel privato».

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Pubblichiamo la nota del Governatore lombardo apparsa sul suo sito. 

Roma – Non ci sono stipendi intoccabili, neppure quelli dei politici. A ciascuno le proprie responsabilità: se governa bene, sia pagato adeguatamente. Perché – ha detto ieri sera Roberto Formigoni agli Intoccabili in onda su La7 – il politico è responsabile davanti agli elettori, anche nel caso faccia parte di Cl: per questo il governatore non partecipa a summit segreti del movimento ecclesiale. L’unica responsabilità è fare – come recita lo slogan pubblicato sulla testata del portale Formigoni.it – il bene comune, impedendo che il verme malato del malaffare inquini la società sana che lavora e che produce.

STIPENDIO SULL’EFFICACIA DELL’AZIONE
È un Formigoni ad ampio spettro quello che si ascolta a La7. Parla di indennità facendo i distinguo («In Lombardia niente vitto e alloggio per i consiglieri»), dicendo quanto guadagna (10 mila euro netti per 12 mensilità, «comprensivi di tutto») e lanciando una proposta: «Rapportare l’indennità dell’amministratore pubblico all’efficacia della sua azione di governo, un po’ come avviene nel privato: se un manager è molto bravo, diverse aziende se lo contendono e sono disposte a pagarlo di più perché sanno che, pur pagato di più, darà molti più profitti». E, allora, perché non parametriamo l’indennità dei presidenti di Regione, consiglieri o presidenti di Provincia «all’osservazione dei bilanci?». Insomma: i politico parli con i risultati e sia pagato sulla base dei risultati.

NESSUNO MI DÀ ORDINI IN CL
Non c’è argomento intoccabile agli Intoccabili. Vale anche per Formigoni che risponde sui suoi rapporti con l’arcivescovo di Milano Angelo Scola: «Siamo di Lecco, siamo molto amici, siamo stati educati entrambi in Comunione e Liberazione, ma da 30 anni facciamo mestieri diversi. Quello che faccio io non implica la responsabilità del cardinale. Quello che fa il cardinale non implica la mia responsabilità». La responsabilità di Formigoni è quella di fare il presidente di Regione: «Nessuno mi dà ordini, decido con i miei assessori e i miei collaboratori: non partecipo a summit segreti di Cl».

MASSIMA ATTENZIONE CONTRO LA MALAVITA
Intoccabile non è, infine, neppure la malavita: «In sanità abbiamo messo controlli tali – racconta Formigoni a proposito della Lombardia – che quando individuiamo dei possibili errori li segnaliamo alla magistratura se configurano un reato penale oppure alla nostra amministrazione interna se configurano un possibile reato di amministrazione». L’ndrangheta esiste anche in Lombardia, perché come la mafia «è venuta all’attacco delle regioni più ricche. In Lombardia non è di origine lombarda e sta sottoponendo ad attacchi da anni la nostra economia». L’impegno è quello di difendere l’economia regionale, «sana al 99,8 per cento». L’obiettivo comune? «Impedire che il verme malato del malaffare inquini questa realtà pulita: l’economia dà lavoro e tiene in piedi il Paese».

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