Formigoni: «Tutto qua? La corruzione non c’è. Vincerò 12 a 0»

Roberto Formigoni è indagato da oggi pomeriggio. In conferenza stampa afferma: «Non ho nulla da temere, sono tranquillo, se mi rinviano a giudizio, vincerò come le altre 11 volte». E attacca i giornalisti: «Sapevate già tutto».

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«L’avviso di garanzia è infondato, insussistente. E non c’è niente di nuovo, avevo già letto tutto sui giornali che hanno pubblicato documenti secretati». Roberto Formigoni ha parlato oggi in conferenza stampa dopo aver ricevuto nel primo pomeriggio un avviso di garanzia dalla Procura di Milano che gli contesta il reato di corruzione, con l’aggravante dei reati transnazionali, in concorso con Pierangelo Daccò e Antonio Simone, entrambi in carcerazione preventiva nell’inchiesta sulla sanità lombarda.

Formigoni ha dichiarato: «Alle 13,25 la Procura di Milano mi ha notificato un avviso di garanzia per corruzione. Ho letto le carte, le ho rilette e mi sono detto: tutto qua? Non c’è una novità. Avevo già letto tutto sui giornali queste settimane. Non c’è un elemento nuovo» Poi una frecciata ai giornalisti: «Bravi, siete stati gazzettieri della Procura di Milano, diligenti esecutori di ordini e portatori all’esterno di documenti secretati provvisori che varie parti hanno redatto. Avete svolto il compito con grande diligenza, tanto che oggi pomeriggio quando ho letto le carte nulla di nuovo è emerso. Sono i soliti episodi falsi: o non a me riferibili o gravemente deformati».

«Non ho nulla da temere dopo la lettura di questi atti – ammette Formigoni – perché mi contestano la corruzione ma voi giornalisti che avete letto l’avviso di garanzia prima di me, avete trovato l’atto corruttivo? Dov’è la corruzione? Non l’ho trovata. Non c’è. Ci sono solo argomentazioni ed elucubrazioni. Per questo sono tranquillissimo. Sono sicuro di me stesso, di quello che ho fatto, della correttezza di tutto quello che ho fatto, eppure sono indagato. I benefici che avrei ricevuto in cambio della corruzione non esistono, non stanno né in cielo né in terra».

Per quanto riguarda presunti finanziamenti illeciti della Fondazione Maugeri e San Raffaele precisa: «Sono sicuro di me stesso perché sarà molto facile chiarire che l’approvazione delle delibere annuali di remunerazione delle funzioni non tariffabili che interessano l’intero sistema della sanità lombarda sono limpide. Tutte le strutture sono trattate nello steso modo, come dimostrano i nostri atti di questi anni, da sempre a disposizione di tutti su internet. Niente era segreto, tutto è trasparente: tutti i cittadini possono vedere che le risorse sono sempre distribuite su criteri oggettivi fissati per legge, con delibere di giunta».

E continua: «La Regione Lombardia non ha mai potuto esercitare attività di controllo né ha mai avuto alcun potere di vigilare i bilanci delle fondazioni private, come San Raffaele e Maugeri. Se fossi andato lì a chiedere di vedere i bilanci mi avrebbero risposto: Formigoni sta a casa tua. Io non sono mai stato corrotto, Maugeri e San Raffaele non hanno ricevuto vantaggio da me. Non un euro di denaro pubblico è stato buttato via, la Regione non ha subito nessun danno. Se fondi sono stati malversati, sono fondi privati. Se avessimo dato un centesimo in più alla Maugeri, credete che tutti gli altri istituti non avrebbero protestato? Li fate tutti fessi? Andate a parlare con chi gestisce gli ospedali, guardano tutte le delibere e guardano come sono ripartiti i fondi. Hanno sempre constatato che tutto è stato ripartito secondo legge. Sennò avrebbero protestato loro, prima di voi giornalisti».

Un giornalista chiede se si dimetterà e Formigoni risponde: «Io rimango al mio posto perché tutti i miei comportamenti sono rettilinei. Vi dico come andrà a finire: posto che decidano di rinviarmi a giudizio, dato e non concesso, perché è stato molto difficile costruire questo atto che mi è stato consegnato oggi, vincerò per la 12esima volta. Sapete quante volte mi è già capitato? Quanti avvisi di garanzia mi hanno mandato? Mi hanno sottoposto a indagine e processo per 11 volte e mi hanno assolto per 11 volte. Ne sono sempre uscito pulito. Se mi rinviano a giudizio, andrà a finire che vincerò 12 a 0, sono già in vantaggio 11 a 0 nei processi, mi hanno sempre assolto, segnerò il dodicesimo gol, mi assolveranno ancora».

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