Fiat, Marchionne: «Italia cambi». Confindustria: «Contratto aziendale può sostituire quello nazionale» – Rassegna stampa/1

L’ad della Fiat Sergio Marchionne ha dichiarato sul successo Chrysler: «Se è possibile farlo negli Usa è possibile farlo anche qui. L’Italia deve cambiare però atteggiamento». E il vicepresidente di Confindustria: «Se c’è un contratto aziendale che ha il consenso della maggioranza dei lavoratori, deve poter sostituire il Contratto collettivo nazionale»

“«Quanto è avvenuto negli Usa deve essere letto in Italia in modo positivo. Se è possibile farlo là è possibile farlo anche qui. Deve cambiare però l’atteggiamento». Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, parlando con i giornalisti nell’ambito del workshop del consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti. «Venerdì la gente ringraziava per quello che è stato fatto, invece di insultare», ha aggiunto Marchionne” (Corriere).

Ha poi dichiarato: «Non abbiamo nessuna intenzione di spostare il quartiere generale a Detroit». L’ad Fiat ha anche commentato il ritorno del mercato italiano a un segno positivo a maggio dopo tredici mesi consecutivi negativi: è «un’inversione di tendenza, il mercato non è sano però, c’è una svolta tecnica».

“«La Fiat ha offerto giovedì scorso 125 milioni di dollari per la quota di Chrysler. Si tratta dell’1,7% della quota nella casa automobilistica americana» ha poi sottolineato Marchionne ritornando sulla scelta di acquisire il 100% del capitale della casa automobilistica americana” (Corriere).

Intanto Confindustria, attraverso il vicepresidente Alberto Bombassei, afferma che «le scelte di Confindustria sono ispirate all’unico criterio di creare le migliori condizioni perché le aziende possano essere competitive oggi, nell’attuale contesto globale. Per questo nel 2009 abbiamo firmato il Protocollo sui livelli contrattuali al costo di una non facile rottura con la Cgil. Per questo diciamo da tempo che laddove, come nel caso della Fiat, vi sia un contratto aziendale che ha il consenso della maggioranza dei lavoratori, tale contratto deve essere considerato valido per tutti e deve poter sostituire il Contratto collettivo nazionale dei lavoratori».

«Condividiamo pienamente la richiesta di Fiat – ha aggiunto Bombassei – di avere un sistema in cui i contratti stipulati con una maggioranza dei lavoratori siano pienamente vincolanti per tutte le organizzazioni presenti in azienda. Come noto, siamo anzi pronti a definire un accordo in questo senso con le organizzazioni sindacali che possa essere poi recepito dal legislatore. Sarebbe un passaggio importante nella modernizzazione delle relazioni industriali, cui contiamo di lavorare in piena sintonia con Fiat».