Domenica il Vangelo di Spadaro, lunedì il tripudio dei massoni

Caro don Antonio, non ti sembra un po’ ardimentoso questo trasloco narrativo sulle colonne tintinnanti del Fatto quotidiano?

Antonio Spadaro
Don Antonio Spadaro

Cronache dalla quarantena bis / 26

Dalla corte di Flannery O’Connor alla corte di Marco Travaglio. Caro don Antonio Spadaro, non ti sembra un po’ troppo ardimentoso, diciamo così, con tutto il bene che ti vogliamo, questo tuo trasloco narrativo? Non sottostimerei nemmeno il particolare che dirigi Civiltà Cattolica e quello è il Fatto quotidiano. Non so se le senti tintinnare. E sai bene che non sono le campane.

Civiltà Cattolica dopo tutto è la rivista più antica e più blasonata che c’è di là del Tevere. Non esce niente di lei senza il previo “visto, si stampi” della Santa Sede. E non è come noi poveri cattolici mortali, uno sputo nell’oceano del Grande Fratello. «Voi della Civiltà Cattolica – come vi ha detto papa Francesco – siete sulla barca di Pietro».

Il Vangelo e il Grande Oriente

Comunque è bene che lo sappiano anche i nostri lettori cattoliconi: a partire da domenica 11 aprile, sull’organo delle procure e dei 5 stelle, trovate il commento al Vangelo della domenica firmato da don Antonio Spadaro. Direttore della Civiltà Cattolica e capo intervistatore (oltre che esegeta finissimo) di papa Francesco.

Il giorno dopo, invece, sempre sullo stesso giornale, troverete la rubrica ecclesiale di Fabrizio D’Esposito, che per esempio lunedì scorso, dopo il Vangelo secondo don Antonio, ha scolpito il monumento a cavallo a sua eminenza «due volte Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia», purissimo massone di lignaggio aureo e «grande sindaco di Roma, Nathan». Il quale, scolpisce nel suo titolo il Fatto quotidiano, «demolì l’infallibilità del Papa» (come a dire che Hans Küng ha copiato l’acqua calda).

È nato un feeling

Per dirla tutta, con onestà intellettuale e scalpello di Chiesa in uscita, preciserò qui che don Antonio non ci è arrivato “a freddo” su quelle colonne tintinnanti. Ci è arrivato collaborando di lena e passando a Travaglio il meglio delle anticipazioni di Civiltà Cattolica. Certo, anche con L’Espresso non è stato parco. Però con Marco si capisce che è nato un feeling. Dopodiché, non so come faccia a scrivere ovunque a mitraglia. Fatto sta che la produzione di Spadaro è sterminata. Ma dove lo trova il tempo per scrivere tutte quelle cartelle?

Naturalmente egli è apolitico e spiritualmente non sovranista. E altrettanto non populista. Come tra l’altro disse il 9 agosto 2019 alla Stampa di Torino lo stesso papa Francesco, con un tremendo «sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934». Ma dice, che c’entra adesso il Papa del Rosario al Conte II? C’entra nel senso che il Papa ha ragione. Si sentono discorsi come quelli di Hitler. Verissimo. Più nazista – come spirito se non come lettera – della legge Zan, cosa c’è oggi in Italia?

Nuovi nazismi e nuovi “silenzi”

Ma Francesco non intendeva la legge Zan. Anche questo è vero. Ma neanche il nostro amico direttore di Civiltà Cattolica, nonostante tutte le cartelle che scrive ogni giorno, ci risulta abbia mai scritto niente sulla legge Zan. Però egli scrive sul giornale più infoiato nel sostegno alla legge Zan. Cosa vuoi che ti dica – confesso a quella parte di anima mia che non sta completamente con Putin –, francamente non vorrei che tra vent’anni si alzasse un Gad Lerner qualsiasi (o non lo avete visto nel suo nuovo look Matusalemme?) e finisse che dica: “Ecco, i silenzi alla Pio XII seguitano ad accadere”. Che poi lo sappiamo tutti che la storia del “silenzio” sugli ebrei perseguitati e sterminati dai nazisti è la calunnia inventata dai comunisti – lo ha rivelato lo storico Paolo Mieli, mica il rugbysta Silvio Berlusconi – per vendicarsi del fatto che papa Pacelli li aveva scomunicati.

Sai che trionfo Porta Pia

Detto questo, non perderei certo la fede anche se per assurdo al Papa piacesse fare il Papa Re. Anzi. Confesso che per quanto assurdo a me il ritorno dello Stato Pontificio mi starebbe anche bene. E mi fanno piuttosto ridere questi del Grande Oriente che considerano chissaché l’aver trionfato su un Vaticano che prima era un gran bordello da Roma a Ascoli, poi diventerà grande come uno sputo nell’oceano. E perbacco che gente di coraggio! Aver buttato giù un muro e aver messo a sacco una specie di condominio abitato da quattro vecchi cardinali mobilitando “eroi dei due mondi”, eserciti e cannoni di mezza Europa. Aho! Ma chi erano ‘sti Nathan? I Maciste della Tuscolana? Per dire che forse anche Mastro Titta qualche disagio ce lo avrebbe a salire sul palchetto di Mastro Travaglio.

Foto Ansa