Faldoni e documenti sequestrati a Scajola. Rizzo interrogata in Francia

Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero decine di documenti che proverebbero come l’ex ministro abbia favorito la latitanza dell’ex deputato Pdl Matacena: la moglie del latitante intanto attenderà nel carcere di Aix en Provence l’estradizione

A Claudio Scajola sono stati sequestrati decine di carte e faldoni nel corso delle indagini per favoreggiamento della latitanza dell’ex deputato Pdl Amadeo Matecena, condannato in via definitiva per concorso esterno alla ‘ndrangheta. Scajola, agli arresti cautelari da giovedì, sarà interrogato mercoledì. Intanto verrà interrogata oggi in Francia la moglie di Matacena, Chiara Rizzo, arrestata ieri all’aeroporto di Nizza al suo arrivo con un volo da Dubai, dove era stata latitante per 72 ore (e dove si trova il marito). Rizzo è tornata spontaneamente dagli Emirati arabi e sin dall’arresto di ieri ha spiegato che stava tornando a Reggio Calabria dove si sarebbe presentata alla magistratura. La donna ha aggiunto: «Sono in grado di chiarire tutto, è la sola cosa che voglio. Chiarirò tutto, anche le parole dette a Scajola e riportate dalle intercettazioni». Dopo l’interrogatorio di garanzia previsto oggi, Rizzo sarà trasferita nella sezione femminile del carcere di Aix en Provence, in attesa della decisione sulla sua estradizione.

IL CONTO A MONTECITORIO. Avrebbero dovuto transitare attraverso il conto corrente della Camera i versamenti di Scajola per favorire la latitanza di Matecena. Il particolare sul conto corrente emergerebbe, secondo gli investigatori della Dia, in particolare in un’intercettazione telefonica del 5 febbraio scorso, tra Scajola e Rizzo, che seguirebbe quella del dicembre 2013 in cui i due parlavano di “spostare” la latitanza di Matacena «a un posto più vicino», il Libano. Secondo la ricostruzione degli investigatori, nella conversazione di febbraio Scajola avrebbe avuto bisogno di denaro per sbloccare la situazione a Beirut e per questo Scajola si informa «se Amedeo ha un conto corrente presso la tesoreria della Camera», e la moglie risponde affermativamente «in quanto l’ultima volta ha pagato versando ad Amedeo là». Da giovedì, su mandato della procura di Reggio Calabria tutti i flussi finanziari di Matacena sono stati bloccati insieme a beni per un valore di 50 milioni di euro.

 L’INTERVISTA DI MATACENA. Intanto raggiunto via skype dall’Ansa a Dubai, Matacena ha acconsentito a rilasciare un’intervista: «Mia moglie ha dimostrato grande coraggio volendo tornare in Italia. Voglio esprimere alla mia famiglia tutto il mio affetto ed a mia moglie tutto il mio amore. Umanamente la decisione di tornare in Italia ha un peso enorme» ha detto l’ex deputato.