Cattaneo (Pdl): Facciamo un centrodestra forte che rivendichi i risultati di Formigoni

L’assessore lombardo ai trasporti Raffaele Cattaneo racconta i retroscena delle giravolte del Carroccio.

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Le turbolenze in Regione Lombardia, a seguito dell’arresto dell’assessore Zambetti, porteranno Roberto Formigoni a far dimettere il consiglio per volgere a elezioni nel più breve tempo possibile. Causa dello scioglimento è stata la posizione della Lega Nord, prima favorevole ad arrivare fino al 2015, poi sostenitrice di un traguardo temporale non oltre l’aprile 2013. Formigoni vuole andare alle urne subito, giusto in tempo per abolire il famoso listino del presidente. L’assessore ai trasporti Raffaele Cattaneo lancia un aggregato di centrodestra che punti a mostrare i risultati ottenuti in tre lustri di amministrazione lombarda.

Assessore, cosa ha fatto la Lega? Chi comanda nella Lega Nord, Maroni o Salvini?
Comanda la pancia dei leghisti e non la testa. Ha prevalso la posizione della base del partito a cui ha dato voce Salvini. Una cosa è inaccettabile dalla Lega: ribadire che la Lombardia è un esempio di buongoverno tentando di cointestarsi i risultati e incitando contemporaneamente alle elezioni. La contraddizione è evidente.

Dunque, il pensiero della Lega è: “Formigoni ha fatto bene, ma deve andare a casa perché si candida Bobo Maroni”?
Sì è così, ma questo lo si legge solo in un disegno di potere più grande, legittimo dal punto di vista politico, ma che non credo vedrà il suo compimento, perché Maroni per fare il presidente deve prendere il voto dei lombardi. Non sembra che la Lega da sola goda di ottima salute.

Ma in un’intervista al Corriere, Maroni afferma che ogni scelta è stata vagliata insieme a Berlusconi e Alfano. Conviene al Pdl una mossa di questo tipo?
Il Pdl in Lombardia è diverso dalle altri parti d’Italia. In forza di questo non può diventare lo zimbello della Lega e coloro che hanno sempre sostenuto la necessità di un’alleanza con via Bellerio, oggi sono i primi a dire che rifiutano la subalternità. Il nostro elettorato non capirebbe mai una posizione totalmente subalterna alla Lega il cui esito sarebbe regalare la Lombardia o alla sinistra o a Maroni.

La leva utilizzata dalla Lega è quella della legalità. Un’arma vincente.
La Lega non può dare patenti di moralità a nessuno e che venga a fare la vergine dopo tutti i fatti emersi su Belsito, sull’uso dei soldi del partito, del “Trota”, etc, non lo accetto. Il Pdl deve reagire con una posizione forte contro il gioco di incastrare Formigoni e tutto il Pdl lombardo a un disegno in cui la Lega ne esce da vincitore su tutta la linea in cambio di un patto romano.

Patto romano? Ci spieghi bene.
Questa è la partita vera. La Lega che dice di difendere gli interessi della Lombardia in realtà ha fatto un patto: presidenza della Regione in cambio dell’appoggio al Pdl per le prossime politiche. Bisogna reagire con un sussulto di dignità. E’ chiaro che il Pdl da solo non basta, ma vale molto di più della Lega: nei sondaggi il partito di Maroni in Lombardia è stimato al 7 per cento, mentre il Pdl al 20 per cento.

Cosa farete allora?
Il Pdl deve dimostrare di essere al centro del ring politico. Per come è fatta la legge elettorale regionale ad un unico turno si può vincere anche con un 35 per cento e credo che il centrosinistra non vada molto al di sopra di questa quota. In più Pd, Idv e Sel devono dimostrare di saper stare insieme. Di Pietro ha già fatto dichiarazioni in questa senso affermando che le alleanze alle amministrative devono essere uguali anche per le politiche.

Quindi elezioni subito?
Anticipare il voto in Lombardia spiazza anche la sinistra perché la costringe a prendere delle decisioni immediate. Se il Pdl riuscisse ad allargare l’alleanza potrebbe essere molto competitivo. Conosco molti sindaci al di fuori del Pdl che si riconoscono nell’esperienza di Regione Lombardia

Mi sta dicendo che proporrete un aggregato di centrodestra con il Pdl? Per intenderci, un’ipotesi di lista civica con Albertini presidente che poggi sul buongoverno della Regione?
Io sono un militante del Pdl. Sotto il candidato presidente ci possono stare più liste. Se Albertini, come ha già detto, accettasse la candidatura, sotto chiunque sia il candidato sarebbero possibili alleanze con altre liste come gli apparentamenti con Udc, Lega se vuole, e altre espressioni che non si riconoscono nel Pdl o nei partiti tradizionali, ma nell’esperienza del buon governo lombardo. Parlo di tutto quel movimento nel centrodestra, da Italia Futura di Montezemolo, a Fermare il declino di Giannino, Tremonti, etc, che con un candidato garante, potrebbero fare sintesi.

Ma a sinistra non staranno a guardare.
Il tentativo della sinistra sarà di infangarci come mafiosi e corrotti, spostando il discorso da asili nido, trasporti, sanità e tutte le cose positive realizzate da noi. Per questa ragione votare al di fuori delle elezioni politiche consentirà di spiegare alla gente che c’è in gioco molto. Ad esempio, una realtà come il buono scuola verrebbe immediatamente eliminato da un governo di sinistra.

Che ne sarà del famoso listino?
L’obiettivo è di cambiare la legge elettorale entro il 25 di ottobre , data in cui verrà tolto il listino: uno strumento di cui si è fatto un cattivo uso.

E’ preoccupato per le tante scadenze nei progetti promossi dal suo assessorato (Teem, Brebemi, Pedemontana, etc)?
Sono molto preoccupato, perché negli ultimi anni e soprattutto settimane è stato evidente come queste opere non vanno avanti per inerzia. Se dovesse vincere la sinistra più giustizialista sarebbe un guaio perché la loro posizione sulle grandi opere è già chiara: fermare tutto. Ricordo che queste lavori stanno dando lavoro a migliaia di famiglie. Mi auguro che chiunque arrivi abbia la saggezza e la capacità di continuare il lavoro cominciato.

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