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Eutanasia: i medici olandesi si lamentano dei farmacisti che fanno obiezione di coscienza e un partito propone di abolirla

aprile 29, 2014 Leone Grotti

L’obiezione di coscienza è legale in Olanda e sempre più farmacisti sono preoccupati dalla banalizzazione della morte tramite eutanasia e dall’abuso della legge

Il programma televisivo olandese Altijd Wat Monitor ha fatto scalpore il 16 aprile scorso dedicando una puntata all’eutanasia e ai farmacisti che si rifiutano di fornire i medicinali per il suicidio assistito e la “buona morte” facendo obiezione di coscienza. Tanto che una parlamentare olandese ha già chiesto al ministero della Sanità di discutere la sua abolizione.

OBIEZIONE DI COSCIENZA. Il servizio televisivo ha ripreso le lamentele dei medici della clinica Vita, che pratica l’eutanasia ai pazienti che la richiedono. Più della metà dei dottori ha dichiarato che spesso i farmacisti si rifiutano di vendere le droghe necessarie: molti perché giudicano i casi controversi, come quando l’eutanasia è prevista per pazienti con demenza o malattie psichiatriche, altri per motivi religiosi.

DIRITTO DEI FARMACISTI. Ai dottori ha risposto un rappresentate dell’ordine dell’associazione dei farmacisti olandesi KNMP: «Una farmacia non è un negozio dove si distribuiscono medicinali letali. Anche i farmacisti hanno il diritto di avere un’opinione».
Secondo la legge olandese un farmacista può fare obiezione di coscienza e non è obbligato a vendere i farmaci letali ai dottori. Il tema è controverso anche perché l’eutanasia, legale nel paese dal 2002, è sempre di più abusata e viene praticata anche ai malati di mente, seppur illegalmente. Le violazioni sono tante e tali che addirittura il padre dell’eutanasia olandese, Boudewijn Chabot, ha dichiarato a gennaio: «Sono sorpreso dai recenti sviluppi, la legge sull’eutanasia sta deragliando: presenta troppi difetti e io non mi sento più a mio agio».

EUTANASIA BANALIZZATA. I farmacisti si lamentano anche di come la morte tramite eutanasia sia ormai banalizzata: «Ti chiamano dei medici, spesso completi sconosciuti, all’ultimo momento e ti dicono: “Procurami questo farmaco e in fretta”. Ma questo non è il modo, parliamo di vita e morte».
Il servizio televisivo ha fatto discutere, come riporta nrc.nl, tanto che il partito di sinistra GroenLinks ha chiesto al ministro della Salute Edith Schippers di parlare dell’obiezione di coscienza per riformarla e abolirla.

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5 Commenti

  1. Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) says:

    È macabro (oltre che un ossimoro) che la Clinica in cui praticano eutanasia e suicidio assistito si chiami “Vita”.
    Non che se quella Clinica l’avessero chiamata in un altro modo l’eutanasia ed il suicidio assistito ivi praticati sarebbero meno gravi e macabri, ma accostare la parola “Vita” ad un luogo in cui la vita umana viene sistematicamente e volontariamente spenta vuol dire banalizzare ulteriormente l’umana esistenza.

  2. michele says:

    Mi fa ridere amaro il fatto che siano i democratici dichiarati a promuovere la limitazione della libertà di coscienza….

  3. erminio vincenzo says:

    Quanto tempo e quante altre vite dobbiamo immolare a satana, prima di renderci conto che dobbiamo ritornare a Cristo? Possibile che nessuno noti questo buonismo estremizzato dell’attuale terminologia?
    – Interruzione di gravidanza: è possibile, forse, riprendere la stessa?
    – Accorrete nella Clinica VITA e vi daremo la MORTE anche se non la volete e a vostre spese! Che
    slogan..
    – Decidete pure il colore degli occhi e dei capelli, la forma del naso e il taglio degli occhi e, alla fine noi vi
    daremo il figlio che avrete progettato! altro slogan
    – Volete vivere in eterno e avete tantissimi soldi? Bene, ibernatevi e appena la scienza avrà risolto il
    problema della morte, vi risveglieremo!
    – Quando si dice: ” LA STORIA E’ MAESTRA DI VITA”, ripenso a quanto studiato, appunto, sui libri di
    storia, su SPARTA, questa città-stato della Grecia dal cui dirupo, venivano buttati giù tutti i bambini e
    coloro che in genere presentavano dei difetti fisici e psichici. Dopo questo ci hanno fatto studiare le
    atrocità dei Lagher e la presunzione della razza ariana che si è vista combattere da tutte le nazioni,
    compreso quelle che oggi stanno ricalcando, in modo diverso la stessa strada. Ora mi chiedo e vi chiedo
    la differenza sta solo nel fatto che prima si definivano assassini le SS, oggi non si sa più nemmeno da
    chi ci si deve difendere…..dai medici che, nel giuramento d’Ippocrate s’impegnano a salvare le vite
    umane!….Sono scemo io o c’è veramente un controsenso in tutto questo?
    A questo punto o non recitiamo più il PADRE NOSTRO o lo modifichiamo così: ” SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ, COME IN CIELO E COSI’ IN TERRA A PATTO CHE SIA COME DICO IO”

  4. filomena says:

    Si può essere d’accordo o meno sull’eutanasia. Personalmente ritengo che non sia accettabile se non è espressamente e coscientemente la persona interessata a farne richiesta. Delegare la decisione di vita o di morte nelle mani di Dio (posto che regista) però mi sembra altrettanto pericoloso che lasciarla nelle mani di altre persone sia pure medici. L’unica soluzione possibile è decidere ognuno per se

    • laura says:

      Un conto è filosofeggiare sul futuro dondolandosi su un’ amaca o sprofondati nel divano buono degli amici impegnati, un conto è trovarsi faccia a faccia con la morte, quando ogni minuto acquistato pare ed è prezioso.
      In nessun momento sono più stonati i camici bianchi armati di sapienza (!) che pretendono di interagire tra te e la tua storia.
      Non ho quasi mai visto persone in fin di vita che avessero tanta fretta di andarsene, malgrado le pallose filippiche fatte in proposito nei tempi della buona salute.

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