Europee, analisi del voto. Il Pd di Matteo Renzi “prosciuga” Scelta Civica e riporta alle urne potenziali astensionisti

Secondo l’Istituto Cattaneo l’astensionismo penalizza M5S e Forza Italia. I voti al presidente del Consiglio sono arrivati dall’ex centro montiano. Diversa l’analisi di Ghisleri sul Giornale

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Il Pd di Matteo Renzi attrae voti di potenziali astensionisti e prosciuga Scelta Civica. Senza sottrarre un numero considerevole di voti al Movimento Cinque Stelle e a Forza Italia, che pagano, invece, l’astensionismo. Così l’Istituto Cattaneo spiega come abbia fatto il partito vincitore delle elezioni europee a guadagnare oltre 3 milioni di voti rispetto alle europee del 2009 (+40 per cento) e 2,5 milioni rispetto alle politiche del 2013 (+29 per cento).

CHI PAGA DAZIO ALL’ASTENSIONE? Secondo i ricercatori dell’istituto bolognese, che hanno analizzato seggio per seggio i risultati di undici città in diverse aree del Paese, «non tutti i partititi hanno sofferto in egual misura dell’astensionismo». L’«effetto leadership» impresso da Renzi al Pd, infatti, ha chiamato al voto potenziali astensionisti che nel 2013 votarono per i democratici, ma anche «governisti» in cerca di stabilità che l’anno passato votarono per Mario Monti.
Chi paga dazio all’astensionismo, invece, sono Grillo e Berlusconi. La «stanchezza elettorale» dei Cinque Stelle si spiegherebbe in parte per la «ripresa della Lega Nord» e in parte per l’effetto di «mancate promesse che l’assenza dal governo genera». Anche la lista Tsipras avrebbe sottratto voti a Beppe Grillo, mentre Forza Italia ha sofferto «molto plausibilmente l’assenza di una leadership».
È presto, infine, per parlare di «effetto Salvini», perché la Lega sarebbe stata premiata sia dalla radicalizzazione sui temi della crisi sia dalla contrazione dei voti in uscita verso l’M5S.

DÉBACLE GRILLINA.  Diversa l’analisi di Alessandra Ghisleri, che in un’intervista al Giornale spiega così i 2 milioni e 700 mila voti persi da Forza Italia: «500-600 mila voti sono andati effettivamente al Pd, altri 500-700 mila al Nuovo centrodestra. Altri 100 mila voti si sono riversati sulla Lega poi ci sono quei 200 mila voti in più raccimolati da Fratelli d’Italia» e «una parte di elettori, sempre di Forza Italia, che non è andata a votare». Ecco perché, secondo la Ghisleri, «lo zoccolo duro di Forza Italia resiste».
«Travasi ben più importanti e consistenti», invece, sono: «Un milione di voti che escono dal Movimento Cinque Stelle, che, a sua volta, perde quasi 3 milioni di voti, vanno al Pd e ancora circa un altro milione di voti che da Scelta Civica e dai suoi alleati passano al partito renziano». Anche per Ghisleri, «oltre a quel milione di voti che è passato a Renzi, il Movimento Cinque Stelle cede alla Lega Nord quasi 100 mila voti, a Tsipras tra i 50 e i 100 mila, ad altri partiti piccolini ne dà intorno ai 10-20 mila. Ma il dato più significativo è rappresentato da quasi un milione e mezzo-due milioni di elettori pentastellati che non ha votato Beppe Grillo». Una «perdita secca».

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