Mentre l’Ue dorme, la Bce prova a fare qualcosa

Francoforte chiede alle banche di non distribuire i dividendi e di dare sostegno all’economia reale. Una misura eccezionale per tempi eccezionali

Mentre l’Unione Europea dorme e tergiversa, mentre il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano propone di estendere il reddito di cittadinanza e c’è addirittura il direttore di un giornale che chiede di «chiudere la Lombardia» (facile a dirsi, se hai lo stipendio da direttore di Repubblica), la Bce si muove. E adotta una strategia inaudita e gravida di conseguenze.

30 miliardi

Con una raccomandazione, la Bce ha chiesto alla banche di sospendere fino a ottobre 2020 la distribuzione di dividendi. A causa dell’emergenza coronavirus, ha chiesto agli istituti di credito di privilegiare imprese e famiglie, per dare sostegno all’economia reale. Secondo i calcoli, è una mossa che potrebbe valere 30 miliardi e che può rappresentare una leva in termini di prestiti da 450 miliardi di euro.

Banche parte della soluzione

Secondo Francoforte le banche non dovranno dunque pagare dividendi né comprare azioni proprie (i cosiddetti buyback) e questo, ha detto Andrea Enria, l’italiano che presiede la Vigilanza, consentirà alle banche «di prestare o assorbire le perdite in una fase in cui ciò è particolarmente necessario». Enria ha anche aggiunto che «a differenza che nella crisi finanziaria del 2008, le banche questa volta non sono la fonte del problema. Ma abbiamo bisogno di assicurarci che siano parte della soluzione»

Rischi e tentativi

La Bce – quella stessa Bce che, da qui a fine anno, acquisterà tramite QE 220 miliardi di titoli italiani – fa dunque quel che l’Ue non vuole fare. Certo, si tratta di una misura temporanea e, non a torto, qualcuno potrebbe storcere il naso, in primis, ovviamente, i beneficiari delle cedole. Non è nemmeno esente da effetti boomerang, come ha riconosciuto lo stesso Enria: «Spaventerà gli investitori e, alla fine, diminuirà la capacità di prestito delle banche».

Quindi la misura è rischiosa e ha il carattere dell’eccezionalità. Ma se le banche, a causa del virus, tornano a riscoprire l’attenzione all’economia reale, al territorio, alle aziende, alle famiglie, questa è una buona notizia. Almeno la Bce, dopo la tragica gaffe di Christine Lagarde, mette in campo misure eccezionali per tempi eccezionali e, a differenza dell’Unione europea, non si limita a riproporre modelli e interventi che andavano bene quando ancora il virus non era fra noi.

Foto Ansa