Embrioni: Francia al voto per la ricerca sugli «ammassi di cellule». Fondazione Lejeune: «Sono esseri umani»

Torna in Parlamento la legge che autorizza la distruzione di embrioni per la ricerca sulle staminali embrionali. Il ministro della Ricerca attacca la Fondazione Jérôme Lejeune

Riprende oggi il dibattito all’Assemblea nazionale francese sul progetto di legge che porterà a «uno scandalo etico», la distruzione di migliaia di embrioni. La legge proposta dal governo di Francois Hollande, che autorizzerà la ricerca sugli embrioni «a certe condizioni» è stata già approvata in Senato e doveva ricevere il definitivo via libera lo scorso 28 marzo, quando alcuni parlamentari sono riusciti in extremis a rinviare a oggi il dibattito.

«L’EMBRIONE SARÀ INDIFENDIBILE». Come dichiarato a tempi.it da Jean-Marie Le Mené, presidente della Fondazione Jérôme Lejeune, «questa legge farà diventare l’embrione indifendibile. La difesa della vita dell’essere umano diventa un’eccezione e non più la regola». E proprio contro la sua Fondazione e la sua campagna di sensibilizzazione si è scagliato il ministro della Ricerca francese Geneviève Fioraso, secondo la quale «con il voto di questo testo la Francia sarà finalmente in linea con i paesi sviluppati. (…) La ricerca sulle cellule staminali embrionali, infatti, è cruciale per tutta la parte della medicina rigenerativa».

SEGUIRE IL PREMIO NOBEL. In realtà è tutto il contrario: con questa legge, accusa la Fondazione, «i politici fanno tornare indietro la Francia su una ricerca sorpassata e inutile». Ne è prova il premio Nobel 2012 per la medicina conferito al giapponese Shinya Yamanaka, che ha scoperto come riprogrammare le cellule adulte e farle “ringiovanire” fino allo status di bambine. Non è più necessario, dunque, distruggere vite umane per ottenere cellule staminali embrionali su cui sperimentare perché si possono usare quelle adulte “ringiovanite”, rese nuovamente pluripotenti. Questo, senza contare che «da oltre 20 anni le cellule staminali embrionali vengono studiate senza dare alcun risultato soddisfacente o importante». Dettagli inutili, per il ministro.

«AMMASSI DI CELLULE». Secondo Geneviève Fioraso, inoltre, la Fondazione Jérôme Lejeune si oppone alla legge «mostrando foto di un feto di sei mesi, mentre gli embrioni utilizzati per la ricerca hanno meno di una settimana», e sono poco più che «ammassi di cellule invisibili all’occhio». La risposta della Fondazione non si è fatta attendere: «L’immagine di cui parla il ministro rappresenta un embrione e non un feto. Ad ogni modo il codice civile prevede la sua protezione  fin dall’inizio della vita. È preoccupante vedere un ministro della Repubblica misurare il rispetto dell’essere umano a partire dalla sua taglia, dalla sua età e dal suo numero di cellule». Oggi la parola passa al Parlamento.