«Eliminare il Quoziente Parma è un gesto di furore ideologico grillino»

Intervista al consigliere regionale parmense dell’Emilia-romagna Luigi Giuseppe Villani (Pdl): «Il Quoziente Parma aiuta le famiglie in crisi, temo che le politiche del Comune saranno amministrate solo da ragionieri e non da politici».

Il sindaco di Parma del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo Federico Pizzarotti ha deciso di tagliare il Quoziente Parma, che consente alle famiglie sgravi fiscali sui servizi sulla base del numero dei figli, nonostante avesse promesso di non toccarlo in campagna elettorale. L’assessore al Welfare Laura Rossi ha precisato che «il Quoziente Parma non è a costo zero ma nel 2011 e nel 2012 ha portato 960 mila euro di entrate in meno nelle casse comunali. L’amministrazione si sta concentrando sui nuclei familiari in forte stato di povertà, e la misura di tale criticità non è data dal numero dei figli ma dal tipo di reddito mensile. Questo rimane il nostro parametro di valutazione». Per il consigliere regionale parmense dell’Emilia-Romagna Luigi Giuseppe Villani (Pdl) si tratta di «dichiarazioni incredibili».

Perché?
Il Quoziente Parma è uno strumento flessibile che serve ad aiutare le famiglie in crisi, intervenendo sulle tariffe di alcuni servizi. L’assessore Rossi ha dichiarato di tenere conto solo del reddito e questo è incredibile perché l’obiettivo del Quoziente Parma era proprio quello di correggere l’errore fondamentale dell’Isee, che tiene conto solo del reddito ma non della composizione del nucleo familiare. Il Quoziente permetteva invece di valutare quanti figli ha una famiglia, se ha un disabile o un anziano a carico. Noi avevamo approvato il Quoziente perché la famiglia è la cellula fondamentale della società e perché, come si è visto, è anche il primo vero ammortizzatore sociale.

L’assessore si è difeso dicendo che il Quoziente costa molto alle casse comunali.
Di servizi a costo zero ce ne sono pochissimi. Nessuno ha mai detto che non ci sarebbero state spese per il Comune, ma il Quoziente è un servizio che va incontro alle esigenze delle famiglie che sono più in difficoltà. Certo, è chiaro che aiutare le famiglie in difficoltà piuttosto che altri soggetti è una scelta politica. Ma a me sembra pessima la logica che mette in difficoltà le famiglie per risparmiare. Non dico che non si possano apportare correttivi al Quoziente, ma l’impianto di base era davvero innovativo e ottimo, un peccato gettarlo via.

Il capogruppo del Pdl a Parma ha parlato di «furore ideologico grillista».
E ha ragione. Ma alla base di questo furore ideologico c’è qualcos’altro. I grillini si trincerano dietro alla necessità di risparmiare e tagliare, che è giusto, ma una amministrazione deve avere una spinta progettuale e innovativa. Se tutti in Italia criticano l’Isee e la giunta decide di seguire l’impianto dell’Isee vuol dire che regredisce, che non vuole fare nessuno sforzo per innovare.

In campagna elettorale Pizzarotti aveva promesso di mantenere il Quoziente. Perché ora ha cambiato idea?
È vero: in campagna elettorale dissero pubblicamente che si trattava di un elemento importante e poi invece riservano ai cittadini questa sorpresina. I grillini possono esprimere critiche sul nostro operato degli anni scorsi ovviamente, ma non devono buttare via tutto, specie una cosa così buona per tutta la comunità come il Quoziente. Io ho paura che alla fine tutte le politiche del Comune saranno amministrate solo con la matita e la carta. Questa si chiama ragioneria, non politica.