Egitto. La nuova Costituzione abolisce tutte le restrizioni esistenti alla costruzione di chiese

Fino ad oggi i cristiani dovevano ottenere un permesso speciale del presidente, ma un articolo votato nella nuova Costituzione elimina tutti i divieti

L’assemblea costituente egiziana, incaricata di emendare la Carta del 2012 scritta dai Fratelli Musulmani a colpi di maggioranza, ha approvato domenica scorsa un articolo che cancella le restrizioni esistenti alla costruzione di chiese sul suolo egiziano.

DIECI ANNI PER UNA CHIESA. I cristiani, che costituiscono circa il 10 per cento della popolazione egiziana, hanno bisogno secondo l’attuale Costituzione di un permesso speciale del presidente per costruire, ampliare o rinnovare una chiesa. Al contrario, non esiste alcuna legge che limiti la costruzione di moschee. In Egitto oggi ci vogliono anche più di dieci anni prima di ottenere il permesso di costruire una chiesa. Le domande ancora pendenti sono 149.

LIBERTÀ RELIGIOSA. È stato discusso anche il controverso articolo 47 che riguarda la libertà religiosa: i cristiani chiedono che questa libertà sia accordata a tutti i credenti egiziani, mentre Al Azhar, la massima autorità islamica sunnita del paese, vuole che questo diritto sia riconosciuto solo a musulmani sunniti, cristiani ed ebrei. Secondo l’attuale Costituzione, ad esempio, cristiani e musulmani non hanno uguali diritti, mentre sciiti e baha’i non sono affatto riconosciuti.

ASSEMBLEA COSTITUENTE. La commissione di 50 membri che sta emendando la Costituzione dovrebbe finire il suo lavoro a dicembre. Se nella vecchia assemblea costituente cristiani e laici erano stati costretti ad andarsene perché ignorati dalla maggioranza composta da Fratelli Musulmani e salafiti, nella commissione attuale sono rappresentate tutte le anime egiziane e ogni articolo, per essere votato, deve ottenere il 75 per cento dei consensi.