Egitto, vietati i partiti religiosi. E i copti: «No a “quote cristiane”, siamo parte integrante del paese»

L’articolo 54 della Carta è stato emendato dall’Assemblea costituente: a rischio i partiti dei Fratelli Musulmani e salafiti

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In Egitto non sarà più possibile formare partiti politici su base religiosa. Lo ha annunciato Mohamed Salmawy, il portavoce dell’Assemblea costituente che sta modificando la vecchia Costituzione approvata dai Fratelli Musulmani. «La commissione ha emendato l’articolo 54, che riguarda la fondazione di partiti politici e ha bandito le attività di un partito basato su background religioso».

NO AI PARTITI RELIGIOSI. L’emendamento è stato fatto soprattutto per impedire ai Fratelli Musulmani, o ai salafiti, di fondare partiti che portino come messaggio principale un contenuto religioso. In questo senso, non è ancora chiaro che fine faranno le formazioni Libertà e giustizia e il partito della Luce. Se la Fratellanza non ha voluto entrare nella Costituente e i salafiti hanno un solo uomo all’interno, la componente musulmana della società è ben rappresentata da Al Azhar, la massima autorità religiosa sunnita del paese.

LIBERTÀ RELIGIOSA PER TUTTI. La Chiesa cattolica, insieme alle altre professioni cristiane, sta cercando un accordo con le autorità religiose islamiche perché nella Costituzione venga garantita la libertà religiosa per tutti. Un’altra richiesta, a cui ha dato voce l’Ong vicina alla Chiesa Egyptian Center for Development Studies and Human Rights, è abolire il sistema delle quote di seggi riservati ai cristiani.

BASTA “QUOTE CRISTIANE”. Le “quote cristiane”, infatti, che garantiscono seggi in Parlamento a gruppi religiosi o cosiddetti minoritari, «contraddicono la speranza di dar vita in Egitto a uno Stato di diritto, liberato dai settarismi». Inoltre sminuiscono i copti, che non si considerano minoranza ma parte integrante del tessuto della nazione. Come dichiarato a Fides dal vescovo copto-cattolico di Minya Botros Fahim Awad Hanna, «il sistema delle quote favorisce la divisione del paese su base settaria. Tutto deve essere posto sotto una legge che garantisca a tutti i cittadini uguali diritti e aiuti a selezionare per l’attività politica persone competenti, a prescindere dalla loro confessione e pratica religiosa».

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