“È la Chiesa che ha abbandonato l’uomo?”. Cosa c’è nel nuovo numero di Tempi

Nel settimanale in edicola da oggi, una “ricognizione lungo il percorso (non obbligato) che conduce cristiani e no verso l’abisso del disumano”. E molto altro

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chiesa-tempi-copertina“È la Chiesa che ha abbandonato l’uomo?”. La domanda di T. S. Eliot (Cori da “La Rocca”) campeggia sulla copertina del nuovo numero del settimanale Tempi, in edicola da oggi, giovedì 7 settembre, a Milano e Roma e nel resto d’Italia a partire da venerdì (gli abbonati possono già leggerlo e scaricarlo qui).

“La Chiesa cattolica oggi ha ancora un fondamento oppure pencola paurosamente nel vuoto?”. Per rispondere a questo interrogativo, Tempi propone – attraverso la penna di Alessandro Giuli e quella di Luigi Amicone – una “breve ricognizione lungo il percorso (non obbligato) che conduce cristiani e no verso l’abisso del disumano”.

Ecco alcuni tra gli articoli e i servizi contenuti in questo numero.

C’È CONFUSIONE, E CHE CONFUSIONE. Leadership mondiali in caduta, politici intercambiabili, disumanità in arrivo.
L’editoriale di Alessandro Giuli

IL BARCONE DELLA MORTE. OVVERO LA NAVE FANTASMA. Renzi spese decine di milioni per recuperarne il relitto e identificarne i passeggeri morti a centinaia. Doveva diventare un monumento-shock a Milano. Di più: a Bruxelles. Ma che fine ha fatto quel peschereccio?
Di Maurizio Tortorella

VENIR SU A VALANGA. «Se vinciamo in Sicilia tutto il Sud voterà in massa per noi». Intervista a Giancarlo Giorgetti, “il Gianni Letta padano”, che esclude un patto con i 5 Stelle, pronostica la vittoria del centrodestra, apre a una legislatura costituente. E lancia un appello a Lupi e ai politici del Nord, «ora dovete scegliere».
Di Fabrizio Ratiglia

LA LIBERTÀ DEL MEETING (E DI CL). «Come si fa a non essere colpiti dalla testimonianza positiva, popolare, culturale, civile e religiosa, che questo evento continua a mostrare?». Intervista a Giancarlo Cesana, medico ed educatore giussaniano, dopo le accuse di “normalizzazione” al movimento.
Di Pietro Piccinini

LA SINGAPORE DELL’ATLANTICO. Già prima della Brexit, Londra guardava alla finanza islamica e ai mercati asiatici. Ma non è così facile diventare una “zona franca”. Problemi e prospettive di una città in continua metamorfosi.
Di Mariarosaria Marchesano

SE LA RUSSIA ENTRASSE NELL’OCSE. Uno scenario ancora ipotetico ma non peregrino per trasformare la divisione tra Occidente e Mosca in occasione. Non solo economica.
Di Alessandro Sansoni

L’ILLUSIONE DI SORRIDERE AL COCCODRILLO. Chiesa mia, sii te stessa e all’altezza del compito che ti fu affidato. Altrimenti sarai solo pappa per lucertoloni, “dialogo” senza “identità”, riserva per “non nitidamente animali”. Perché si può anche vivere nella giungla, ma non nella paura.
Di Luigi Amicone

PERCHÉ NON RIMANGANO SOLO I SASSI. Se i cristiani non torneranno quanto prima nella piana di Ninive, della loro millenaria storia non resteranno che le pietre delle chiese distrutte dall’Isis. Cosa sta accadendo nel martoriato paese alla vigilia di un importante referendum (25 settembre).
Di Rodolfo Casadei

UN AVERROÈ NELLA FABBRICA DEI JIHADISTI. Ha visto cambiare i giovani in trent’anni di scuola a Molenbeek. Parla Abderraouf Znagui, professore musulmano.
Di Leone Grotti

NOI, LASCIATI SULLA SPIAGGIA A DUNKERQUE. Andremo a vedere Dunkirk. Ma il nostro film è il volo di Saint-Exupéry sull’Europa che brucia. Il sacrificio di un uomo che rinunciò a tutto per combattere una battaglia persa. E guadagnarsi un posto nella compagnia degli altri uomini.
Di Pier Giacomo Ghirardini

LA PROSECUZIONE DELLA GUERRA IN SALA. Come la politica, anche il cinema non è che un altro mezzo per scendere nella trincea dell’attualità. E Nolan sa farlo benissimo.
Di Salvatore Santangelo

LA MODERNITÀ DELLA TRADIZIONE. Il peso delle masse e della loro «peculiarità nazionale» secondo quello che fu per Camus il massimo autore europeo dopo Nietzsche, José Ortega y Gasset.
Di Gennaro Sangiuliano

CORVO VAR, NON AVRAI IL MIO SCALPO. In pochi piangiamo la fine del perfetto microcosmo calcio. Dove, da due settimane, tutti possono sbagliare. Tranne uno.
Di Roberto Perrone

Inoltre, come sempre, le rubriche dei nostri Ferrara, Marina Corradi, Farina, Mantovano, Buttafuoco, Corigliano, Fred Perri, Fusaro, Veltroni, padre Aldo Trento, Clericetti, Soncini, Fusina, Fortunato… Gli abbonati possono leggere e scaricare la rivista all’indirizzo settimanale.tempi.it. Qui trovate l’elenco delle edicole in cui è acquistabile.

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