Don Mazzi, meglio salvare un uomo che mettere il cappottino al cane

Il sacerdote ha invitato ad aiutare «chi salva vite umane, invece di spendere soldi per cani e gatti». Subito polemiche e i soliti discorsi balordi su quanto sono carini Fido e Fufi. Intervista a Riccardo Cascioli: «È assurdo che in Italia si possano detrarre le spese per il cane, ma non le rette scolastiche per i figli».

In una intervista a Chi, don Antonio Mazzi ha lanciato un appello affinché gli italiani donino i loro soldi «a chi salva vite umane, invece di spendere per cani e gatti». Un’affermazione mossa da normale buonsenso, che però in rete è stata accolta con indignazione da tanti animalisti. «Dov’è finita la pietas verso i viventi che dovrebbe essere radicata nel cuore di ogni cristiano, in special modo se sacerdote?», ha risposto duro Ermanno Giudici, presidente dell’Enpa.
«Ma questo è il segno di un ambientalismo estremo: appellarsi alla pietas cristiana non ha veramente nessun senso», dice a tempi.it Riccardo Cascioli, esperto ambientalista e autore di numerosi saggi sull’argomento ecologista. «Il problema non è mettere in discussione l’amore per gli animali o l’attenzione a non recare loro sofferenze ingiuste. È una questione antropologica: si tende in realtà a cancellare qualsiasi confine tra persona e animale. Un confine che c’è, e che non riguarda solo i gradi di evoluzione. È ontologico: c’è una differenza radicale tra persona e animale, è una gerarchia insita nella natura».

È ideologico affermare il contrario?
È una vera esagerazione! Questo tentativo di dare una personalità agli animali è assurdo e diventa perfino ridicolo nelle sue forme: le spese per i cani e i gatti, gli annunci pubblicitari di alberghi per gli animali domestici, le gabbiette climatizzate, le proposte gastronomiche elaborate da chef specializzati. Per non parlare degli abitini o cappottini all’ultima moda: cose assolutamente demenziali.

E ci si mette pure il fisco: dà la possibilità di detrarre dalle tasse le visite veterinarie, ma non la retta della scuola dei figli…
È l’assurdità di un paese come l’Italia: qui l’origine della crisi economica ha molto a che fare con il problema strutturale del calo delle nascite. È un vero rovesciamento delle gerarchie: togliendo l’esperienza religiosa, che riconosce il ruolo dell’uomo come responsabile al centro del creato, alla fine si trasformano gli animali in idoli.

La società si riempie così di tanti san Francesco. Tutti però pagani…
Sì, è una vera mancanza di senso delle differenze. Ma basta guardare la realtà per capire che c’è una diversità ontologica. Non è un caso che il teorico del movimento animalista, Peter Singer, è favorevole alla “liberazione” degli animali ma anche un pugnace assertore della necessità di uccidere i bambini handicappati o sofferenti anche dopo la nascita.