Lettere al direttore

Dissonanza 18

Di Mauro Grimoldi
03 Ottobre 2025
Per una malsana abitudine al male, tutto è orientato al gorgo del nulla, in una opzione ingannevole di quiete e silenzio, mentre la Verità è Dio, che dà a tutti la vita, e il respiro a ogni cosa
Un soldato dell'esercito ucraino in una trincea a difesa della regione di Donetsk
Un soldato dell'esercito ucraino in una trincea a difesa della regione di Donetsk (foto Ansa)

Germania e Gran Bretagna
e Francia o Italia,
e Austria, per esempio, non felix,
in poco felix Europa,
terra del buio,
del sole calante a occidente,
secondo il detto delle steppe
d’oriente, in verità anch’esse cupe,
di rovine fumanti e guerre.
Buio d’inferno, e di notte privata
d’ogni pianeto, sotto pover cielo
recita il paradigma purgatoriale
dei danteschi iracondi.
Tutto è indirizzato alla morte,
come fosse l’unica destinazione
conosciuta,
nei corridoi della scuola, crudelmente,
e lungo i binari della metropolitana,
ordinariamente.
L’eredità lasciata ai figli non prevede destino,
non contempla compimento,
se non in qualche manufatto
d’immaginazione.
Per una malsana abitudine al male,
forse per un’eco di quando non esisteva niente,
tutto è orientato al gorgo del nulla,
in una opzione ingannevole
di quiete e silenzio, mentre
la Verità è Dio, che dà a tutti la vita,
e il respiro a ogni cosa.
Egli è perciò l’unico depositario,
eventualmente,
del potere di decidere il nulla.
“Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo,
perché l’istinto del cuore umano è incline al male
fin dalla adolescenza;
né colpirò più ogni essere vivente
come ho fatto.
Finché durerà la terra,
seme e messe,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non cesseranno”.

Così il Padre,
e così il Figlio:
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo
per giudicare il mondo,
ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
E non si ferma, e prosegue:
Chi crede in lui non è condannato;

ma chi non crede è già stato condannato,
perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo:

la luce è venuta nel mondo,
ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce,
perché le loro opere erano malvagie.

Dai bassifondi del vivere ordinario
fino alle sommità dei grattacieli,
in ogni ambiente, dentro e fuori dall’anima,
una cosa diventa storia,
una cosa non passa,
trascorre e resta,
dove due o tre sono riuniti nel mio nome…

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