Per superare la sua crisi di identità, dice l’arcivescovo, la città «ha bisogno di riscoprirsi comunità. E questo non accade per decreto. Bisogna che la gente si conosca e si aiuti. La Chiesa è qui per questo»
Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, con un gruppo di fedeli (foto Itl/Chiesa di Milano)
Continua con monsignor Mario Delpini la nostra serie di interviste sulla crisi di Milano con figure della cultura, delle istituzioni, dell’economia, della società civile per riflettere sui problemi e le risorse della città, la sua “identità”. Sguardi sul presente capaci di comprendere la storia e spingersi al futuro. Nei mesi scorsi: Gianni Biondillo, Raffaella Saporito, don Paolo Steffano, Sergio Scalpelli, Irene Tinagli, Marina Brambilla. Tutte le puntate della serie sono disponibili qui.
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C’è un punto su cui Mario Delpini torna insistentemente nel corso del nostro dialogo sulla città, ed è «il cercare di rendere giustizia al bene che c’è, perché adesso sembra una consuetudine parlare di Milano come di un problema». Certo, «non è che manchi di problemi». Lui stesso aveva avuto modo di evidenziare come la città stia correndo il rischio di divenire «poco accessibile alla gente comune e con troppe disuguaglianze» ma, in ogni caso, serve fare lo sforzo di restituirne «le potenzialit...
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