La politica – se vuole davvero servire – ha un solo compito: sostenere quegli spazi di libertà dove possa riaccendersi nei giovani il desiderio di donarsi, di mettersi in gioco
Lo diceva già Alcide De Gasperi: chi fa politica deve guardare alle prossime generazioni. Il tema del futuro e di chi lo abiterà è centrale per chi ha responsabilità pubbliche. La domanda chiave è quali siano le paure e le speranze dei giovani del nostro tempo. In un recente studio dell’Università di Glasgow, è emerso che le maggiori preoccupazioni della Generazione Z sono legate a questioni molto concrete, personali e del tutto post ideologiche come la stabilità finanziaria e il lavoro. Mentre tendono a disinteressarsi di tematiche collettive come guerre e immigrazione, che sembrano impattare meno la sfera personale. Al contrario dei loro padri che hanno vissuto l’epoca delle grandi battaglie politiche, non hanno particolare interesse per la res publica e in molti casi si registra anche un calo dell’impegno sociale, per esempio nel volontariato.
Secondo il filosofo Byung-chul Han, questa generazione vive una condizione inedita: è iperconnessa eppure sempre più sola e fragile. La solit...
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