De Mattia: «Sarebbe un errore nominare Bini Smaghi Governatore della Banca d’Italia»

Sarà davvero Bini Smaghi il nuovo direttore della Banca d’Italia? Il suo nome è quello più quotato ma c’è chi, come Angelo De Mattia, stretto collaboratore di Antonio Fazio e con un’esperienza di quarant’anni nella banca centrale italiana, ha più di qualche dubbio e ha spiegato il perché a Radio Tempi

Angelo De Mattia, per quarant’anni in Banca d’Italia e stretto collaboratore dell’ex Governatore Antonio Fazio, commenta a Radio Tempi la possibile nomina di Bini Smaghi alla guida dell’Istituto di Via Nazionale. Secondo De Mattia dar luogo a questa nomina sarebbe un grosso errore, non tanto per la richiesta francese, ma per il do ut des imposto dallo stesso Bini Smighi. L’errore risale a luglio quando, all’appoggio francese per la nomina di Mario Draghi quale successore di Trichet, era seguita una giustificata richiesta di dimissioni dal comitato esecutivo della Bce espressa da Sarkozy per Bini Smaghi. Fin qui nulla di strano perché sarebbe stato assurdo avere entrambe le cariche di pertinenza italiana. L’inghippo è sorto nel momento in cui Lorenzo Bini Smaghi ha espresso la sua intenzione di dimettersi in cambio della carica di Governatore della Banca d’Italia.

 

Secondo De Mattia, qui sta l’irregolarità. La procedura di nomina della più alta carica di Via Nazionale comprende altri due soggetti attivi: il consiglio superiore della Banca – i cui pareri sono sempre stati presi in estrema considerazione –  e il Presidente della Repubblica. Il modo usato da Bini Smaghi non è quindi piaciuto ai vertici di Banca d’Italia, più propensi a una logica di continuità del mandato Draghi. Il problema dunque non riguarda gli accordi franco-italiani, ma il ricatto operato da Bini Smaghi e la connivenza del governo con esso.
twitter: @giardser

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