«De Magistris doveva essere il sindaco del riscatto, invece si occupa della Napoli glamour»

«Aveva promesso la raccolta differenziata al 90 per cento; in realtà siamo sotto il 20, come con la Jervolino». Parla Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno

«Luigi De Magistris è stato eletto per fare il sindaco del riscatto di Napoli, ma è diventato il sindaco di Via Caracciolo, ovvero il simbolo della Napoli ricca, un po’ glamour. Tutta la sua azione nell’ultimo anno si è concentrata intorno al problema della pedonalizzazione del lungomare e non si è occupato più di niente: del resto della città non se ne interessa più». Lo dice a tempi.it il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco Demarco.

Direttore, de Magistris non ha combinato nulla di buono a Napoli?
Partiamo con un dato positivo: de Magistris ha interrotto il sistema di potere di Antonio Bassolino e di Rosa Russo Jervolino che si era consolidato negli anni e che è naufragato nell’emergenza rifiuti. La sua elezione ha rotto ogni continuità con quel sistema e il Pd non è ancora stato in grado di riprendersi. Con la giunta de Magistris si è superato il classico steccato tra destra e sinistra e il sindaco si è collocato su un piano di modernizzazione della città. A onor di cronaca va rilevato che all’inizio del mandato ha instaurato buoni rapporti con gli imprenditori dimostrandosi senza pregiudizi nei loro confronti con promesse e dinamismo progettuale. Purtroppo tale slancio non è durato e si è verificata una svolta improvvisa che si può individuare con la prima edizione della Coppa America. De Magistris ha cambiato registro, ha abbandonato tutte le promesse fatte sull’inutilità dei grandi eventi e sull’utilità di una buona e ordinaria amministrazione, rinnegando tutti gli impegni per la periferia per concentrarsi su quell’avvenimento.

Un evento con un certo impatto sulle casse della città.
È stato un intervento costosissimo (10 milioni di euro) e nessuna altra città al mondo ha mai pagato tanto solo per avere il marchio della Coppa America. L’opinione pubblica si è spaccata in due: da una parte i fautori della Coppa e dall’altra quelli più consapevoli del fatto che sarebbe stato un progetto da non intraprendere.

Come ha reagito il sindaco?
Dopo quel conflitto il sindaco si è arroccato nelle sue posizioni. Tant’ è che ha iniziato a muoversi in modo sempre più radicale e ha deciso di chiudere tutta una serie di strade sul lungomare, tra cui la famosa via Caracciolo. Se in primavera o in estate può esserci un aspetto di panorama che potrebbe giustificare l’intervento, l’inverno sovverte e tutto cambia. Ma de Magistris ha insistito e da qui è cominciata la stagione dei litigi in cui lui ha perso pezzi importanti: il giudice Narducci, l’assessore Alfonso Rea, Rafael Rossi che si occupava del progetto sulla differenziata e pure Roberto Vecchioni. La stato della città è espresso in modo simbolico dagli eventi del 4 marzo, il nostro 11 settembre: il crollo di via Chiaia e l’incendio della Città della scienza; si aggiunga lo scandalo delle buche per le strade di cui ha parlato anche Diego Maradona qualche giorno fa.

Parliamo di rifiuti. Qual è lo stato dell’arte?
Siamo messi male. In pratica de Magistris ha abbandonato il progetto perché tutti i suoi sforzi si sono concentrati sulla Coppa America e sulla Ztl di via Caracciolo. La promessa era che, entro il primo anno della sua amministrazione, la differenziata si sarebbe assestata tra il 75 e il 90 per cento; in realtà siamo sotto il 20 per cento, la stessa percentuale che avevamo con il sindaco Jervolino. Da aggiungere che la sua posizione sul termovalorizzatore ci ha fatto perdere un altro anno di tempo e continuiamo a non averlo. Non abbiamo neanche i siti di compostaggio che avrebbero potuto costituire una via di mezzo tra le varie soluzioni.

Rifiuti, incendi, crolli e strade da asfaltare. Da quanto racconta sembra esserci una mancanza di cura anche nell’ordinaria amministrazione.
Sì, è così. De Magistris non si occupa di queste cose. È stato eletto per fare il sindaco del riscatto di Napoli ed è diventato il sindaco di Via Caracciolo, ovvero il simbolo della Napoli ricca, un po’ glamour. Tutta la sua azione nell’ultimo anno si è concentrato intorno al problema della pedonalizzazione del lungomare e non si è occupato più di niente. Persino il dramma di Scampìa lo ha vissuto con un disagio tale da fargli mettere in secondo piano l’emergenza camorra.