Cari Fialdini & Sala, ma vi rendete conto delle conseguenze del ddl Zan?

La conduttrice e il sindaco, esponenti della chiesa buona e sensibile, appoggiano il disegno di legge liberticida. Breve elenco di che cosa promuovono davvero

Cronache dalla quarantena bis / 29

O delicata e gentil Francesca Fialdini, cosa ci fai vestita di bianco su Istagram, con la manina aperta in fila per due, proprio tu che sei la presentatrice dello Zecchino d’oro, a fare la promozione all’hashtag #ddlZan? Ma lo sai cosa promuovi o ex conduttrice di Radio Vaticana nonché di A sua immagine, trasmissione religiosa dopo la messa domenicale su Rai 1?

Cari Fialdini & Sala, ma cosa fate?

Come mai, sventuratella mia, offri anche tu la soave bianca morbida manina al “se la lasci riscaldar” del manone bitorzoluto di quel nasone di Beppe Sala, anche lui con l’hashtag #ddlZan? Ve lo siete scritto in palma di mano, proprio come fa lo studente somarello con la formula di chimica e poi magari sbaglia lo stesso il compito in classe perché se gli chiedi di cosa stiamo parlando lui risponde «e che ne so, m’han detto di ricopiare che faccio una bella figura con la prof».

Vedete, esponenti della chiesa buona e sensibile alle benedizioni delle unioni gay ma anche ai matrimoni day by day, gentili Fialdini & Sala, lo so che essere cristiani vuol dire credere sul serio nella libertà come definizione e stare al mondo dell’essere umano. E anch’io, che non sono per niente day after day buono come voi, detesto ogni genere di imposizione, di violenza e sono per la soluzione pacifica di ogni contrasto, personale, comunitario, planetario. Però, sentite un po’, già che andiamo verso la domenica nel segno dei ponti e della pace: ma quanti muri frangifuoco dobbiamo ordinare in alternativa – siamo una famiglia, eh! – a un fast and furious testa a testa con l’internazionale Lgbt scesa in guerra con i lanciafiamme contro la libertà, il buon senso, il mondo comune, le basi più elementari di umanità e civiltà?

Beppe Sala appoggia su Instagram il ddl Zan

«Questi sono peggio di Stalin»

Sono diversi i casi pendenti – e sono solo i più recenti – all’insegna di un disegno politico globale (vedi l’Equality act voluto dall’amministrazione Biden) di prepotenza crescente (e gustatevi queste scene trans staliniste) che ambisce, anzi pretende, leggi che fanno sempre più litigare e chiedono di sospendere ogni ragione e interesse generale solo perché minoranze aggressive vogliono, aggressivamente vogliono – e poi li appoggiano i quattrinosi famosi alla Fedez, oltre ai buondì cristiani alla Francesca & Beppe – piegare il verso del mondo alle proprie cure ormonali, tic sessuali, farmacologici, chirurgici e sostanze varie.

Ha ragione il mio amico Marco U. che dal Brasile mi corregge ogni riferimento a Stalin. «Attento, questi sono peggio di Stalin. Stalin voleva controllare i cittadini, questi vogliono controllarti la testa». C’è solo da ricopiarlo pari pari qui di seguito l’elenco del deliri più recenti che lo Stato si prepara a fare propri con leggi stile ddl Zan (naturalmente attivista Lgbt nel Pd).

I deliri del gender

Copio e incollo dalla pagina Facebook di qualche giorno fa della femminista Marina Terragni:

«È davvero così difficile comprendere che non è possibile che una parlamentare venga perseguita per avere detto che “solo le donne partoriscono” (sta capitando in Norvegia)? Che è assurdo permettere a persone con corpi di uomini intatti partecipare alle competizioni sportive femminili (sta capitando in tutto il mondo)? Che è molto pericoloso per le donne consentire a uomini che per ragioni di comodo si dichiarano donne di essere detenuti nelle carceri femminili (sta capitando in California, 270 richieste di trasferimento)? Che uno che si percepisce donna da 15 mesi non può pretendere, come sta facendo, di entrare in un convento femminile (sta capitando in Olanda)? Che non si possono imbottire di ormoni bambine e bambini di 8 anni, rendendoli rachitici e infertili, solo perché mostrano comportamenti non perfettamente conformi al loro sesso, come peraltro è capitato a quasi tutte-i noi (sta capitando in tutto il mondo)? E che non è accettabile che a Vancouver, Canada, un padre sia stato incarcerato per essersi opposto ai puberty blockers somministrati alla sua bambina? (oggi si terrà una manifestazione in solidarietà dell’uomo, già minacciata dai transattivisti). No, non è difficile. Chiunque abbia buon senso lo capisce. Questa è l’identità di genere, nella sua versione non glitterata e fashion. Il fatto è che l’identità di genere sta al centro del ddl Zan, e noi vogliamo parlarne. Ma lui no. Lui si sottrae a ogni confronto». 

Adesso dite voi: chi sono i veri odiatori di uomini, donne e bambini? Non ho dubbi che quelli del ddl Zan meritano una mobilitazione antifascista senza quartiere. Peccato per la delicata manina della Fialdini e per i calzini all’arcobaleno di Sala. Ma brava la Federazione dei Verdi e bravo il comunista Rizzo che resistono antifascisticamente insieme a noi.