Rassegna ragionata dal web su: il Líder Massimo contro l'elezione del premier al Quirinale, la transizione ecologica con energia nucleare inclusa, Luigi Di Maio nostro Talleyrand alle vongole e altro ancora
Massimo D'Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei (foto Ansa)
Massimo D'Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei (foto Ansa)
Su Formiche Corrado Ocone scrive: «Sarà stato pure il “bibitaro” del San Paolo (lavoro fra l’altro degnissimo), ma il dato politico rilevante è che il teorico dell’ impeachment presidenziale (meno di 4 anni fa) e l’autore della “fuga” oltralpe con Alessandro Di Battista alla ricerca di surreali liaison con i gilet gialli (2 anni fa), oggi sia un apprezzato e misurato ministro degli Esteri, fedele interprete del verbo draghiano. Come dire: da bravo e sveglio (“scetato”) napoletano, Di Maio ha appreso in svelta e oggi, pur restando quasi immobile, è il vero uomo forte di un Movimento ridimensionato ma ancora determinante». Come al solito Ocone è acuto nell’analisi e arguto nella scrittura. Sia consentito comunque sentirsi perplessi perché il Talleyrand di cui l’Italia oggi dispone è un po’ troppo alle vongole.
Su Dagospia si riporta questa frase di Natalia Aspesi (a proposito degli appelli per una donna al Quirinal...
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