Da oggi essere di Cl o della Cdo significa avere già un piede in cella?

Sedici arresti per la vicenda Aler-Kaleidos. Sorprendenti le dichiarazioni degli inquirenti che parlano di «comportamenti delittuosi erano legati a un sentire comune basato sull’appartenenza alla medesima struttura»

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Riportiamo la notizia come appare in questo momento sul sito di repubblica.it: «Sedici persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano con al centro presunti appalti truccati sui noleggi auto. I carabinieri hanno perquisito la sede dell’Aler, l’azienda lombarda di edilizia residenziale, e quella di Mm (Metropolitane milanesi). I reati al centro dell’inchiesta sono corruzione e turbativa d’asta. Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, le gare truccate state vinte sempre da due società, che si aggiudicavano così gli appalti sul cosiddetto “noleggio auto senza conducente”. Una delle due società finite sotto la lente di ingrandimento della Procura è la Kaleidos srl, con sede a Saronno (Varese), che risulta nell’orbita della Compagnia delle opere, il braccio economico di Comunione e liberazione. Delle 16 persone arrestate, sette sono finite in carcere e nove ai domiciliari».
Nelle carte dell’inchiesta viene nominato anche il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, che non risulta indagato. Egli stesso ha rilasciato una breve dichiarazione: «Come ha segnalato la Procura, io non sono oggetto di indagine. Quanto alla presunta esistenza di un sistema illecito che avrebbe in me il suo vertice, tale sistema non esiste e non è mai esistito». (Leggi l’editoriale di Luigi Amicone)

A PRESCINDERE DAL PAGAMENTO? Ciò che sorprende sono altre affermazioni degli inquirenti riportate dalle agenzie di stampa e dai siti internet. Ad esempio, sempre sul sito di repubblica, leggiamo: «Così il pm Alfredo Robledo spiega in una conferenza stampa l’inchiesta sul presunto giro di appalti truccati con al centro la società di noleggio auto Kaleidos, un’impresa legata al braccio economico di Comunione e Liberazione. “I comportamenti delittuosi erano legati a un sentire comune basato sull’appartenenza alla medesima struttura. Un legame così profondo che a volte prescindeva anche dal pagamento di una somma di denaro”».

APPARTENENZA ALLA RETE? Oppure in questi due lanci d’agenzia Radiocor. Il primo: «Lo scrive il Gip di Milano Giuseppe Gennari nella ordinanza di custodia cautelare. “È del tutto evidente come l’appartenenza alla rete di contatti di Compagnia delle Opere (e quindi di Comunione e Liberazione) abbia rappresentato, per la Kaleidos, un’efficiente modalità per l’individuazione di nuove opportunità commerciali”, scrive il Gip. Inoltre, secondo il giudice, “ciò che appare essere accaduto è che i funzionari della società d’intermediazione saronnese abbiano mutuato tali modalità di business dai rapporti commerciali privati alla gestione dei contatti relativi agli appalti pubblici. A tale riguardo deve necessariamente essere evidenziato come più d’uno tra i referenti delle stazioni appaltanti che hanno colluso con la Kaleidos (o, più in generale, tra i vertici degli stessi enti) sono risultati inseriti negli stessi ambienti di Comunione e Liberazione/Compagnia delle Opere».

IL MOTTO DELLA CDO? Il secondo: «Stando all’ordinanza, “è assolutamente chiaro come le eccezionali potenzialità di penetrazione nel settore pubblico (individuando i referenti istituzionali a cui rivolgersi, al fine di condizionarne le decisioni nella formazione del capitolato di gara e nell’individuazione delle aziende da invitare) e, al contempo, la possibilità di porsi, per il mondo imprenditoriale, come determinante cerniera tra le stazioni appaltanti e le aziende interessate a partecipare (vincendo) alle gare, siano derivate alla Kaleidos dal sistema politicamente orientato di cui essa fa parte». In particolare, spiega il Gip, «tale ambito relazionale, nel suo duplice volto, è coinciso dal punto di vista imprenditoriale, con Compagnia delle Opere, da quello istituzionale, con Comunione e Liberazione: i funzionari della Kaleidos, inserendosi in una zona di confine tra pubblico e imprenditoria, hanno mutuato le logiche collaborative di Compagnia delle Opere (evidenti nel motto, “un criterio ideale, un amicizia operativa”) nei rapporti con gli amministratori degli enti…».

COMUNE SENTIRE? BANALE CORRUZIONE? PREZZO? Nell’ordinanza, si leggono frasi come la seguente: «L’idea, che andrà approfondita in maniera attenta, è che proprio questa appartenenza sorregga atteggiamenti di mutuo sostegno che, se nell’ambito dei rapporti tra operatori commerciali privati possono essere leciti, quando si parla di società pubbliche si traducono in comportamenti che costituiscono reati. Comportamenti che fanno dimenticare l’interesse pubblico al quale il singolo funzionario deve essere solo preposto, in favore dell’interesse privato del compagno di cordata. Comportamenti ben più pericolosi della banale corruzione per denaro, perché radicati su un sentire comune che non ha “prezzo”.

Qui il video di repubblica con le dichiarazioni del pm Alfredo Robledo

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