Da domani in Brunei la sharia sarà legge. Lo annuncia il sultano: «Adempiamo al nostro dovere verso Allah»

La legge islamica sarà applicata in tre fasi: l’ultima prevederà la lapidazione per reati come adulterio e sodomia. Cristiani e Onu esprimono preoccupazione

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Da domani la sharia sarà applicata nel sultanato del Brunei. È il risultato della decisione presa a ottobre 2013 dal sultano del piccolo Stato nell’isola del Borneo, Sudest asiatico, che ha voluto estendere al codice penale e civile la legge islamica, fino ad ora utilizzata solo per regolare le contese personali e il diritto familiare.

LAPIDAZIONE E AMPUTAZIONI. «Oggi – ha dichiarato il sultano Hassanal Bolkiah – ripongo la mia fede in Allah e sono grato all’onnipotente di poter annunciare che domani, primo maggio, vedrà la luce la prima fase dell’applicazione della sharia».
Il codice penale sarà cambiato in tre fasi nei prossimi tre anni: da domani saranno aggiornate le multe e le sanzioni che prevedono il carcere. La seconda fase introdurrà l’amputazione degli arti per i ladri e la fustigazione per chi consuma alcol e la terza la lapidazione per reati tra cui l’adulterio e la sodomia.

«DOVERE VERSO ALLAH». Il sultano, uno degli uomini più ricchi del mondo, aveva dichiarato nell’ottobre scorso: «Con l’entrata in vigore della presente legge, adempiamo al nostro dovere verso Allah». In teoria, la sharia dovrebbe riguardare solo i musulmani ma le comunità cristiane, che rappresentano il 15 per cento dei circa 400 mila abitanti del Brunei, sono molto turbate.

ONU PREOCCUPATO. Anche le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione: «La legge internazionale considera la lapidazione a morte come una tortura e la proibisce così come altri trattamenti o punizioni crudeli, disumani e degradanti. Il nuovo codice penale inoltre potrebbe incoraggiare la violenza e la discriminazione contro le donne», ha dichiarato a inizio mese Rupert Colville, portavoce dell’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani.

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