Prima di dire che in Europa i cristiani non sono discriminati, leggete qui

Quindici paesi in Europa vietano l’obiezione di coscienza su aborto, pillola del giorno dopo e matrimoni gay ai cristiani

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Gli attentati alla libertà religiosa non riguardano solo i cristiani di Asia, Medio Oriente e Africa. Le limitazioni alla libertà religiosa, di coscienza e di espressione dei cristiani crescono anche in Europa, come dimostra il Rapporto 2012 dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa presentato a Tirana durante la conferenza dell’Ocse. Come dichiarato alla presentazione da Massimo Introvigne, coordinatore dell’Osservatorio della Libertà Religiosa istituito dal Ministero degli Esteri, «Abbiamo contato in Europa 41 leggi suscettibili di influire negativamente sulla libertà religiosa dei cristiani in 15 Paesi, tra cui non c’è fortunatamente l’Italia».

OBIEZIONE DI COSCIENZA. Scendendo più nel dettaglio, in 11 paesi europei sono state approvate leggi che minano il diritto all’obiezione di coscienza, che l’articolo 10.2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea riconosce esplicitamente a tutti gli individui. L’obiezione di coscienza – che tocca da vicino i medici sull’aborto così come i farmacisti sulle pillole abortive o i dirigenti del Comune sulle unioni civili o matrimoni gay – non è pienamente riconosciuta in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Irlanda, Lituania, Olanda, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

OBIETTORI NON ASSUNTI. Non tutte le legislazioni dei paesi citati violano questo diritto allo stesso modo: in Svezia e in Lituania, ad esempio, l’obiezione di coscienza semplicemente non esiste e quei medici che si rifiutino di praticare un aborto possono essere puniti o multati. In Olanda l’obiezione è invece prevista dall’articolo 20 della Legge sull’interruzione di gravidanza, ma per diventare ostetrici o ginecologi è necessario prendere parte a operazioni abortive. Per ragioni organizzative, un ospedale può rifiutarsi di assumere un medico solo perché obiettore. La stessa cosa vale per la Francia, che in sede europea ha chiesto l’abolizione dell’obiezione di coscienza per i medici. Nel Regno Unito, la quarta sezione del Abortion Act del 1967 prevede l’obiezione di coscienza ma le linee guida diffuse nel 2012 prevedono che i dottori debbano «essere pronti a mettere da parte le proprie convinzioni personali» quando si tratta, ad esempio, di prescrivere la pillola abortiva.

PILLOLA ABORTIVA. L’obiezione di coscienza, secondo il rapporto, spesso non è riconosciuta neanche ai farmacisti. In Austria, se un medico può rifiutarsi di far abortire una donna, un infermiere pena il licenziamento non può rifiutarsi di fornire ai clienti la pillola abortiva del giorno dopo. Lo stesso è previsto dalla legge in Francia, Polonia, Irlanda, Spagna e Svezia.

MATRIMONI GAY. Le stesse difficoltà dei medici e dei farmacisti sono riscontrate da quei dipendenti che vogliano fare obiezione quando si stratta di registrare unioni o matrimoni omosessuali. In Belgio non è possibile rifiutarsi di registrare un matrimonio gay così come i proprietari di saloni adatti ad ospitare feste di matrimonio non possono negare l’affitto a una coppia gay. Anche in Spagna un dipendente pubblico non può rifiutarsi di celebrare una unione tra persone dello stesso: perché non voleva registrare un’unione gay, nella città di Pinto, Juez de Paz è stato costretto a licenziarsi. Legislazione simile nel Regno Unito, dove Lillian Ladele, nel 2006, è stata licenziata perché non voleva registrare un’unione omosessuale.

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE. In molti paesi è poi minata la libertà di espressione dei cristiani, che spesso non possono esprimere opinioni contrarie all’omosessualità, neanche rifacendosi alla Bibbia, senza che queste vengano tacciate e sanzionate come “discorso d’odio”. In Francia una legge dell’8 dicembre 2004 vieta di parlare in pubblico male dell’omosessualità. Un cristiano, ad esempio, non può citare la Bibbia quando dice che “l’omosessualità è un peccato”. In Svezia, per lo stesso motivo, si può essere condannati fino a due anni e a pene pecuniarie fino a 2 mila euro. Nel Regno Unito è vietato esprimersi su questo tema dal 1986. Per questo nel 2008 Anthony Rollins è stato arrestato dopo aver detto che la condotta gay è moralmente sbagliata. Nel 2010 Dale McAlpine è stato fermato dalla polizia per sette ore. Per lo stesso motivo, pochi mesi fa, Robert Haye è stato licenziato e sospeso dal suo ruolo di insegnante.

LIBERTÀ EDUCATIVA. Alcune legislazioni negano perfino il diritto dei genitori di educare i figli. In Belgio, ad esempio, gli asili pubblici e privati sono obbligati a introdurre il tema dell’omosessualità e a parlarne bene, mentre bisogna stigmatizzare quelle religioni che la criticano. In Francia nelle scuole, anche private, non si possono tenere dibattiti su aborto e omosessualità, come richiesto dal ministero dell’Educazione, per evitare “casi di omofobia”. In Germania l’homeschooling è vietato, in Slovacchia molto limitato. La Spagna prevede in modo obbligatorio per tutti i bambini tra i 10 e i 16 anni, nelle scuole pubbliche e private, l’educazione alla Cittadinanza, ritenuta dai genitori e dall’attuale governo un “indottrinamento”. In Svezia nel 2011 l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole, per ragazzi di 11 e 12 anni, ha previsto un corso molto spinto ed esplicito sul sesso e la contraccezione. Non si parlava di fedeltà e astinenza.

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