Costa Concordia: «Mi fu ordinato di dire che era tutto sotto controllo»

Riprende il processo sulla nave da crociera affondata all’isola del Giglio. In aula l’assistente del direttore di crociera scoppia in lacrime: «Obbligata a dire ai passeggeri di tornare in cabina»

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Jacqueline Elisabeth Abbad Quine, assistente del direttore di crociera sulla Costa Concordia naufragata davanti al Giglio a gennaio 2012, sta in questo momento testimoniando al processo che vede come principale imputato il comandante Schettino, e si è commossa dovendo ricordare ciò che accadde in quelle ore. La donna ha ricordato che ebbe l’ordine di «dire ai passeggeri, come da comandi, di stare tranquilli e tornare in cabina, e che era tutto sotto controllo»: purtroppo proprio anche a causa di questi annunci trasmessi su tutta la nave, gli sbarchi dalla nave si trasformarono in seguito in tragedia. La donna è scoppiata a piangere violentemente, ricordando, e ha aggiunto che «Rivivere tutto da capo è veramente pesante»

«SCHETTINO DIEDE L’ORDINE DI AUMENTARE LA VELOCITA’». Il processo è ripreso oggi, dopo un mese di sospensione: il 28 ottobre scorso l’ultima udienza, nella quale ha testimoniato Domnica Cermontan, ospite moldava del comandante Schettino, e un ufficiale in addestramento presente in plancia di comando, Salvatore Ursino, che ha testimoniato di aver ricevuto da Schettino l’ordine di aumentare la velocità cinque minuti prima dell’impatto con gli scogli.

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