Cosa fa il colosso americano degli aborti con i soldi dei contribuenti? Insegna alle 13enni «il sesso sadomaso»

Nella video-inchiesta del gruppo Live Action si vede come nelle cliniche della Planned Parenthood, finanziata dallo Stato, si insegni alle ragazzine a violare anche la legge sull’aborto

Dopo aver mostrato tramite filmati e registrazioni le atrocità compiute nelle cliniche abortive del colosso americano Planned Parenthood, finanziato dallo Stato con oltre 500 milioni di dollari all’anno, il gruppo pro life Live Action ha reso nota un’ulteriore indagine svolta all’interno dei centri abortivi degli Stati Uniti.

FRA LE CONSEGUENZE. Nel filmato della video-inchiesta si vedono le consulenti della Planned Parenthood rispondere alle domande sul sesso di alcune adolescenti di 13 e 15 anni, che hanno registrato le conversazioni in incognito. Le dipendenti consigliano loro pratiche non esattamente consuete. Spiegano che durante i rapporti sessuali «ci sono anche persone a cui piace soffrire», alcune «si danno frustate», altre amano «il sadismo e il masochismo, relazioni in cui si prova dolore». Ma questi atti, specifica una consulente, «non li chiamerei abusi, perché sono consenzienti». E non è la sola a pensarla così, dato che un’altra dipendente racconta di quando «a volte arrivano con delle bruciature da corda o dei segni sul petto. Ovvio, se è tutto consensuale, è ok».

«VIOLENZA SESSUALE». A una tredicenne che vorrebbe abortire un figlio concepito con un uomo di 31 anni, viene chiarito che «non mi interessa quanti anni ha» il partner. Un’altra ragazzina confessa che «sa, potrebbe avere 31 anni e in quel caso…» e la consulente risponde: «Ok, non ho sentito l’età. Non voglio sapere, altrimenti diventa una violenza sessuale».

«TI PIACERA’». Il video conferma poi quanto emerso anche nelle inchieste precedenti, mostrando un’impiegata del colosso abortivo americano che impartisce direttive su come raggirare la legge nel caso di minorenni incinte, porgendo un foglio con scritto l’indirizzo di una clinica abortiva: «Non l’hai mai ricevuto da me, serve solo a renderci la vita più facile. Se ha 14 anni o meno mandatela qui», dice scoppiando a ridere. Più avanti continuano i dialoghi fra le operatrici e alcune 15enni sul sesso sadomaso. «Siete mai stati in un sexy shop insieme?», suggerisce una dipendente, seguita da un’altra: «Ci sono diversi tipi di feticismi… di sesso pervertito, di oggetti di dominazione».
E quando la ragazzina domanda se è proprio vero, la donna risponde che «è una cosa molto popolare». Non solo, c’è chi parla della possibilità «di farlo con più partner», chi di «usare le manette», mentre «ad altri piace essere sculacciati o picchiati». In fondo, continuano le consulenti, «non c’è proprio nulla di male… ti piacerà».

«GENITORI, PROTESTATE». Lila Rose, presidente di Live Action, ha chiarito durante la presentazione del filmato che non si può continuare a dire «”non giudichiamo”, qui si tratta di un vero e proprio sostegno di pratiche sessuali violente e pericolose di fronte a ragazzi e ragazze minori di 15 anni». E non conta se «le persone sono liberal o conservatrici, o se sono pro life o pro choice (…), questa è un richiamo verso tutti i genitori americani a protestare». Anche perché «i contribuenti, e soprattutto i genitori, devono sapere come vengono spesi i loro soldi».