Contro la Bindi disobbedienza civile

L’ospite/Caprio

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La riforma sanitaria Bindi impedisce accuratamente all’ammalato di consultare per i suoi problemi di salute un medico generalista o specialista in regime di professione non dipendente o non convenzionata, al di fuori cioè di strutture pubbliche, inesistenti per la libera professione, e di convenzioni per le quali sono previste norme rigide, coattive, di assoluto impedimento ad attività extraconvenzionali. E’ necessario citare almeno alcuni degli articoli di legge in questione, facendo presente che ad ogni rilettura si trovano sempre maggiori “verboten”.

Art. 8 comma c : le prestazioni offerte in attività libero professionale siano definite nell’ambito della convenzione, anche al fine di escludere la coincidenza tra queste e le prestazioni incentivanti; il medico sia tenuto a comunicare all’ASL l’avvio della attività in libera professione, indicandone sede e orario di svolgimento, al fine di consentire gli opportuni controlli; sia prevista una preferenza nell’accesso a tutte le attività incentivate previste dagli accordi integrativi in favore dei medici che non esercitano attività libero professionale strutturata nei confronti dei propri assistiti.

Art. 15 Quater : Esclusività del rapporto di lavoro dei dirigenti del ruolo sanitario [ tutti i medici , assistenti aiuti e primari, adesso sono tutti in un ruolo unico e sono chiamati “dirigenti”] : I dirigenti sanitari,con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato .. sono assoggettati al rapporto di lavoro [dipendente] esclusivo.

In realtà gli ostacoli posti sul cammino della persona sofferente per ottenere una visita medica od una prestazione specialistica in regime non dipendente sono molto maggiori, perché la legge ha previsto una complessa organizzazione di sbarramenti per impedire che in futuro un medico che da giovane riesca ad entrare nel Servizio sanitario nazionale (SSN, cosa che si può realizzare se fortunati e/o raccomandati intorno ai 40 anni) , possa da anziano visitare un ammalato che lo voglia consultare in situazione di non dipendenza. Citiamo solo alcuni articoli , perché tutti sarebbero troppi e molti dovranno ancora essere prodotti da ministero, Regioni e Comuni o da solisti o in concerto.

Art 15 bis: La direzione delle strutture e degli uffici è affidata ai dirigenti … che abbiano rapporto di lavoro esclusivo… Sono soppressi i rapporti di lavoro a tempo definito per la dirigenza sanitaria…

Art 15 .5 : Gli incarichi [funzionali] di direzione di struttura,semplice o complessa , implicano il rapporto di lavoro esclusivo…

Art. 15 .8 : Il rapporto di lavoro esclusivo costituisce titolo di preferenza per gli incarichi didattici e di ricerca e per i comandi e i corsi di aggiornamento tecnico-scientifico e professionale.

E’ un vero Vallo Atlantico preposto alla difesa del SSN contro l’attacco della professione non dipendente. La persona malata cerca con ansia chi sia in grado di curarla meglio . A volte purtroppo la ricerca è irrazionale e persegue il tam tam del sentito dire o dell’immaginazione popolare, ma non è pensabile togliere la speranza dalla mente umana. Purtroppo in questa ricerca il malato è costretto a lasciare soldi, perché i professionisti ricercati non sono rimborsati dal SSN anche se si dovesse trattare di prestazioni che il SSN non è in grado per molte ragioni di concedere. Il malato povero che vuole consultare un medico fuori dalle strutture del SSN, uno di quelli che attualmente affolla qualcuna delle molte istituzioni di volontariato presenti in Italia (a Milano ce ne sono almeno 12 di ispirazione religiosa o laica), non potrà più trovarvi il medico dipendente, proprio per effetto di questa nuova legislazione. Al medico che vuole in coscienza rispondere all’art. 3 del Codice Deontologico “Dovere del medico è la tutela della vita, della salute dell’Uomo e il sollievo della sofferenza… quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera.”
e all’art. 22 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo “Ogni individuo ha diritto… alla realizzazione… dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.”, non rimane che la strada della disobbedienza civile. A questa forma di “obiezione di coscienza” come cristiano e come vechio medico pensionato (senza figli né nipoti medici) sento di dover invitare tutti i medici di buona volontà dipendenti del SSN anche se sanno di rischiare, perché qualsiasi buona intenzione con questa legislazione sarà severamente punita.

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