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Conservatori, populisti, sovranisti? Cominciamo a fare un po’ d’ordine

Di Marco Invernizzi
18 Novembre 2025
Il mio scopo non è dividere, al contrario. Il mio auspicio è che queste forze si alleino per fare fronte comune contro il progressismo relativista. Tuttavia bisogna imparare a distinguerle
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, scherza con gli ospiti di un evento di Halloween organizzato alla Casa Bianca
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, scherza con gli ospiti di un evento di Halloween organizzato alla Casa Bianca (foto Ansa)

Conservatori, populisti, sovranisti, se ne parla e scrive spesso, a volte favorendo una sovrapposizione con conseguente confusione. Quando Giorgia Meloni, alla vigilia delle elezioni che l’avrebbero portata alla presidenza del Consiglio, disse a Milano di voler fare un partito conservatore, molti caddero dalle nuvole. Non era certo la prima volta che manifestava il suo proposito, ma per la prima volta venne presa sul serio, anche perché cominciava a delinearsi la possibilità concreta che quel partito conservatore diventasse il primo partito italiano. Che cosa significa essere conservatori? Di conservatorismo si parla, e da decenni, negli Stati Uniti, soprattutto da Reagan in poi, e nel Regno Unito, dove peraltro il partito conservatore è in declino, sconfitto dai laburisti ed eroso elettoralmente da Nigel Farage e del suo Reform Uk. Ed ecco che nascono altre domande importanti: i populisti di Farage, certamente nazionalisti, in che cosa si differenziano dai tories? E in America il movi...

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