Un comune del Piacentino assegna la cittadinanza onoraria ad Asia Bibi, «perseguitata per la sua fede cattolica»

Intervista al vicesindaco di Borgonovo Val Tidone, Angela Petrarelli. «Un gesto piccolo, che speriamo possa essere imitato da altri»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

asia-bibiAsia Bibi è ancora in prigione, ormai da quattro anni. La donna cristiana cattolica accusata di blasfemia in Pakistan aspetta in cella di conoscere la sua sorte, quando anche l’ultima udienza in appello, prevista il 14 aprile, è stata rimandata. «Credo con tutto il mio cuore, con tutte le mie forze e la mia mente che risorgerò. La salvezza verrà presto anche per me», ha detto la donna il Venerdì santo, che non smette di sperare nell’assoluzione.

UN COMUNE NEL PIACENTINO. In questi giorni, dall’altra parte del mondo, in Italia, nel piccolo comune di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza, è stato compiuto un piccolo ma significativo gesto. Ad Asia Bibi è stata concessa la cittadinanza onoraria. Lo racconta a tempi.it il vice sindaco Angela Petrarelli (Lega Nord), promotrice dell’iniziativa, a sua volta sollecitata da un comune cittadino: «A Borgonovo non era mai stata attribuita una cittadinanza onoraria a nessuno, quindi è stato necessario compilare e approvare un regolamento. Per fare tutto questo, è servito circa un anno dalla nascita dell’idea. Un fatto interessante è stato che hanno aderito anche colleghi consiglieri comunali di altri partiti, la partecipazione è stata trasversale indipendentemente dal partito di appartenenza».

MOTIVAZIONE RELIGIOSA. All’onorificenza è stata allegata una motivazione: «La Costituzione italiana riconosce e tutela la libertà religiosa e Asia Bibi è perseguitata per la sua fede cattolica: è stata falsamente accusata di blasfemia in base ad una legge che rovescia l’onere della prova sull’accusato invece che sull’accusatore stravolgendo con ciò i fondamenti del Diritto. In questi cinque anni in cui è ingiustamente detenuta in un carcere pakistano non ha mai espresso parole di odio verso i propri carcerieri o verso chi l’ha ingiustamente accusata. Due importanti politici pakistani, uno musulmano e l’altro cristiano, che l’avevano difesa, sono stati per questo uccisi. Si ritiene che l’attribuzione della Cittadinanza Onoraria ad Asia Bibi costituisca un riconoscimento della sua lotta non violenta per la libertà e possa rappresentare un argine simbolico contro la violenza e intolleranza religiose. Intende inoltre essere una richiesta al Governo pakistano affinché ponga fine a questa ingiusta detenzione e si impegni nella tutela delle minoranze religiose».

LA PRIMA CITTADINANZA. «È un gesto piccolo, certamente – prosegue Petrarelli -, ma speriamo comunque di far valere il nostro contributo, di farle sentire la nostra vicinanza. Adesso vorremmo contattare il consolato del Pakistan a Milano o l’ambasciata a Roma, di modo da fare avere al suo avvocato o ad Asia Bibi il nostro riconoscimento. Che le serva per non perdere la speranza. Per curiosità abbiamo cercato di scoprire se fossimo stati i primi a conferire la cittadinanza ad Asia Bibi. Non abbiamo trovato tracce di un’iniziativa simile in rete. Chissà che questo non possa essere un inizio di solidarietà collettiva, oltre alle raccolte firme già avvenuta».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •