Come voteranno i turchi alle elezioni tedesche

In molti si chiedono fino a che punto Erdogan influenzerà il voto in Germania. Secondo gli analisti dei flussi elettorali, storicamente i cittadini tedeschi di origine turca hanno votato per l’Spd

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La comunità turca in Germania è la più grande d’Europa, con i suoi tre milioni di componenti. Di questi, quasi la metà possiede la cittadinanza tedesca, e quindi il diritto di voto nelle correnti elezioni. Questo spiega come mai nelle scorse settimane il presidente Recep Tayyip Erdogan sia intervenuto nella campagna elettorale tedesca invitando i cittadini di origine turca a boicottare il voto.

Tutto è cominciato a fine agosto, quando in un dibattito televisivo tra Angela Merkel, a capo della Cdu, e Martin Schulz, leader della Spd, i due politici si sono accusati reciprocamente di aver tenuto una linea troppo morbida verso la Turchia, sia nei confronti della svolta autoritaria cominciata dopo il golpe, sia in merito all’ingresso del Paese nell’Unione Europea. Concludendo l’intervento, la cancelliera tedesca ha dichiarato: «Non vedo come la Turchia possa entrare nell’Unione e non ho mai creduto che ciò potesse accadere».

Queste dichiarazioni avevano, dunque, scatenato l’ira del presidente turco, il quale si è scagliato contro l’intera compagine politica tedesca, accusandola di diffondere un atteggiamento razzista e discriminatorio verso il proprio Paese. Inoltre, egli ha tenuto un video-discorso rivolto agli elettori tedeschi di origine turca, esortandoli a non votare nessuno dei candidati, definiti «nemici della Turchia».

In molti si sono chiesti fino a che punto il proclama di Erdogan influenzerà il voto della comunità turca di Germania, presso la quale il presidente gode di una forte popolarità. Infatti, nel referendum costituzionale dello scorso aprile, quasi il 63 per cento dei turchi residenti in Germania ha votato per il Sì alla riforma presidenziale. Tuttavia, come ha precisato l’Economist, non è facile stabilire il legame tra i membri della comunità e il presidente turco, in quanto circa 800 mila di loro non hanno potuto partecipare alle elezioni turche, poiché possiedono esclusivamente la cittadinanza tedesca.

Secondo gli analisti dei flussi elettorali legati al think tank tedesco Data4U, storicamente i cittadini tedeschi di origine turca hanno votato per l’Spd. Infatti, la prima grande migrazione degli anni ’60 vide l’impiego degli immigrati turchi nelle miniere e nelle industrie. Legata fortemente al mondo operaio, la comunità turca di Germania è rimasta fedele alla sinistra almeno fino al 2013, quando, secondo le stime, il 64 per cento di essa ha votato per l’Spd e il 12 per cento per il partito dei Verdi, mentre soltanto il 6,1 per cento ha sostenuto la Cdu.

Le esternazioni di Erdogan, comunque, potrebbero celare il tentativo di influenzare le elezioni attraverso un nuovo soggetto politico, l’Add, ossia il partito dell’Alleanza dei Tedeschi Democratici. Esso è stato fondato da un gruppo di cittadini tedeschi di origine turca nell’agosto 2016, all’indomani dall’approvazione della mozione sul riconoscimento del genocidio armeno da parte del Parlamento tedesco. In un’intervista rilasciata al media turco Anadolu Agency, il segretario e co-fondatore Halil Ertem ha dichiarato che quella mozione ha rappresentato l’ennesimo atto discriminatorio nei confronti della minoranza turca residente in Germania. Inoltre, ha aggiunto che l’obiettivo del partito è quello di scuotere non solo la politica tedesca, ma soprattutto quella europea, in vista delle elezioni del Parlamento Europeo che si terranno nel 2019. Nonostante Ertem abbia sottolineato la sua indipendenza dalla politica interna turca, non ha nascosto la sua ammirazione per il presidente Erdogan, della cui immagine si è servito durante la campagna elettorale. Infatti, su uno dei manifesti più controversi dell’Add, apparsi nella città di Duisburg, vi è la foto del presidente che invita i turchi a votare per «gli amici della Turchia».

Sebbene secondo molti esperti questo partito non abbia molte chance di successo, è bene ricordare il precedente olandese. Quando nel 2015 due cittadini olandesi di origine turca hanno fondato il Denk, un partito vicino alle istanze degli immigrati e i cui leader non hanno negato la loro vicinanza all’Akp, erano in molti ad essere scettici. Tuttavia, alle elezioni parlamentari della scorsa primavera, non solo il partito ha ottenuto tre seggi, ma ha anche superato i Social Democratici in città come Rotterdam e L’Aia.

In ogni caso, le ingerenze di Erdogan nei confronti della politica interna europea restano preoccupanti, tanto che il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel le ha definite «un atto di interferenza senza precedenti». Sarà il risultato delle elezioni, comunque, a sancire se esse siano servite a influenzare il voto tedesco, oppure se sia stato l’ennesimo atto di propaganda volto a sanare la polarizzazione della politica e società turche.

Foto Ansa

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