Come si calcolano le detrazioni sui figli per il coniuge? L’esperto risponde

I figli a carico, le detrazioni divise fra coniugi, cosa chiede l’Agenzia delle entrate. Il nostro tributarista chiarisce i dubbi di un lettore

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Massimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

Buonasera, ho un grosso problema. Giorni fa, mi è stata recapitata dall’agenzia delle entrate una raccomandata con cui mi veniva addebitato l’importo di euro 690 perché i miei due figli sono stati messi a carico al 100 per cento a mia moglie, che ha un reddito di poco più basso del mio (esisterebbe una norma che obbliga tali detrazioni al solo reddito più alto), di contro il sottoscritto non ha fruito di alcuna detrazione; pertanto è legale che l’Agenzia delle entrate richieda il 50 per cento delle detrazioni percepite da mia moglie? Ed io come marito posso richiedere quel 50 per cento delle detrazioni che mia moglie deve restituire? Grazie. Ho bisogno di una risposta, aiutatemi…

Risposta

La detrazione per i figli a carico spetta al 50 per cento a ciascun genitore nel caso in cui entrambi abbiano un reddito, oppure l’intera percentuale di detrazione spetta al genitore con il maggior reddito.

Non è più consentita la ripartizione libera tra i genitori in base alla convenienza economica.

Per i genitori legalmente ed effettivamente separati, in caso di affidamento del figlio ad uno solo dei genitori, la detrazione spetta interamente al genitore affidatario.

La detrazione per altri familiari (art. 433 c.c.) a carico può essere attribuita al 100 per cento all’avente diritto o a più soggetti in tal caso dovrà essere ripartita in quote uguali tra i richiedenti.

Il richiedente le detrazioni fiscali ha l’obbligo di comunicare tempestivamente le variazioni della situazione familiare al proprio datore di lavoro.

La richiesta per ottenere le detrazioni di imposta o l’eventuale variazione viene sottoscritta sotto la propria responsabilità e consegnata al proprio datore di lavoro.

La dichiarazione dei redditi permette di regolarizzare la propria posizione: restituendo eventuali detrazioni richieste in eccesso oppure recuperando detrazioni non godute.

In generale è prevista una detrazione di euro, parametrata (attraverso un calcolo specifico) al reddito complessivo del soggetto dichiarante. La detrazione è aumentata a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap.

In caso di separazione la detrazione va attribuita al 100 per cento al genitore affidatario o in caso di affidamento congiunto al 50 per cento. La cosa importante è che questa scelta coinvolge tutti i figli: non sarà possibile quindi avere percentuali di detrazioni diverse per ogni figlio. Un caso particolare si ha anche in caso di assenza di un genitore, sia per il decesso che per il mancato riconoscimento del figlio. In tale circostanza, per il primo figlio spetta la stessa detrazione per coniuge a carico.

Ritornando al quesito del lettore, visto che sua moglie deve restituire il 50 per cento delle detrazioni – in virtù – dell’avviso bonario che ha ricevuto, come mi sembra di capire – Lei non può più chiedere il 50 per cento delle detrazioni di cui non ha usufruito perché fuori termine.

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