Giorgia Meloni e Matteo Renzi in Parlamento nel 2014 (foto Ansa)
Giorgia Meloni e Matteo Renzi in Parlamento nel 2014 (foto Ansa)
Sul Sussidiario Giuseppe Pennisi scrive: «Il governo – occorre ricordare – opera con vincoli molto severi. Da un lato, sotto il profilo dell’economia reale, si annuncia una recessione (che potrebbe essere pesante ma breve) e abbiamo a che fare con un’inflazione (che potrebbe durare e innescare aspettative da parte di tutti i soggetti economici – famiglie, imprese, sindacati, eccetera). Da un altro, mancano le risorse finanziarie (il debito della pubblica amministrazione si aggira sul 150 per cento del Pil) per “comprare le riforme” – come scrisse Albert Hirschmann – in un bel libro di circa trent’anni fa: ossia “compensare” per un certo periodo di tempo i settori che si sentono (spesso a torto) danneggiati, ad esempio, da una maggiore spinta concorrenziale o da una maggiore importanza al merito. Dei trenta miliardi circa di manovra di finanza pubblica, infine, ben 21 miliardi serviranno a lenire “il caro bollette”. Di co...
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