Colpito da un fulmine, è uscito dal coma. Per i medici andava lasciato morire, ma la famiglia lotta per lui
Sono passati sette anni da quando Robin Richard è stato colpito da un fulmine. Una scarica pari a circa 400 mila volt l’ha attraversato dalla testa ai piedi il 29 marzo 2007, a 14 anni, mentre andava in bicicletta con suo fratello nel comune francese di Trent durante una gita proposta dalla sua scuola, il Collège Simone de Beauvoir di Vitrolles.
IL COMA E IL RISVEGLIO. Nonostante il colpo terribile, Robin è sopravvissuto. Caduto in un coma profondo, i medici hanno subito consigliato ai genitori di «staccargli la spina» e lasciarlo morire perché «irrecuperabile». I genitori si sono opposti a più riprese, decisi a «combattere per la vita di nostro figlio» e dopo otto mesi Robin si è svegliato tra lo stupore dei dottori.
Da allora i genitori di Robin, Annick e Bruno, combattono contro gli ospedali e il governo francese perché il figlio possa fare una fisioterapia adeguata per recuperare quante più funzioni del corpo possibili.


Il ministro promette anche a Annick e Bruno di far svolgere a loro figlio un programma di fisioterapia «eccezionale». Si era però alla vigilia del voto nazionale e dopo l’elezione di François Hollande, e il conseguente cambio di ministro alla Sanità, il progetto è saltato.

Per Annick, «i medici insistono che Robin non può fare progressi solo perché così non sono obbligati ad assumere altro personale per fare la fisioterapia necessaria». Intervistata, ha dichiarato ai media francesi: «Robin continua a combattere per vivere. Io sono arrabbiata con i dottori perché non danno a Robin ciò di cui ha diritto: cure mediche».
«MIO FIGLIO È VIVO». Nonostante quello che è successo, Annick non ha perso la sua fede: «Io credo in Dio. Quando mio figlio è stato colpito da un fulmine ho gridato a Lui tutta la mia collera e la mia rabbia. Ma ho capito che se avesse voluto portarmelo via, l’avrebbe già fatto. Ecco perché non penso all’eutanasia: mio figlio è vivo».
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3 commenti
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Francia, GB e altri sono la fabbrica della morte umana e della vita animale. Viva i cagnolini e i disabili nell’inceneritore.
Che bella l’umanità! Per tutti i dottori della morte deve essere stato uno shock, che il ragazzo si riprenda.
Forse giocare più a calcio, ma per qualcosa che si perde potrebbe guadagnarne un’altra.
Chi sono ste persone per decidere della morte di un individuo?
La società di oggi è deleteria: vuole sessualità fluide, persone fisicamente perfette, e gli handicappati vadano pure a morire.
Come handicappata mi sento proprio offesa. Non sono messa come lui, e sono abbastanza sana, ma sapere (o meglio continuare a sapere) che siamo scarti e orriblie.
I”scarti”degli uomini sono la Sapienza di DIO……..
A ELLAS…voi handicappati siete la luce di Gesù in Terra e esempio per noi che siamo ricchi di salute ma poveri in spirito…Gesù disse di nn preoccuparci dei giudizi del mondo perché prima di odiare noi ha odiato Lui…per Dio sarete come è giusto sempre i primi. Al mondo ci sono anche coloro vi stimano, e tanto anche, per la vostra voglia di vivere e il vostro coraggio. Continuate così e lasciate perdere chi vi emargina perché siete preziosi per tanti altri, e nn è commiserazione ma stima vera.