Coloni attaccati a Gerusalemme. Non si fermano le violenze tra israeliani e palestinesi

Alla periferia settentrionale della città, ieri, un’automobile di coloni ebrei ha preso fuoco dopo essere stata colpita da una bottiglia incendiaria lanciata da un palestinese

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articolo tratto dall’Osservatore romano – Nuova fiammata di violenze fra palestinesi e israeliani a Gerusalemme. Alla periferia settentrionale della città, ieri, un’automobile di coloni ebrei ha preso fuoco dopo essere stata colpita da una bottiglia incendiaria lanciata da un palestinese. I due passeggeri a bordo, marito e moglie, sono rimasti gravemente feriti.

La prontezza di riflessi del guidatore ha salvato la situazione: pur con qualche difficoltà l’uomo è riuscito a estrarre la moglie di 27 anni dal veicolo in fiamme. La donna ha riportato ustioni sul 15 per cento del corpo, mentre il marito presenta gravi bruciature alle mani. L’attacco avviene pochi giorni dopo il rogo doloso nel villaggio cisgiordano di Douma in cui il bambino palestinese Ali Dawabshe è morto, mentre i genitori hanno riportato estese ustioni e sono ancora giudicati in pericolo di vita. Il fratello di quattro anni, Ahmad, ha intanto ripreso conoscenza.

L’attacco dei coloni che ha provocato la morte del bambino palestinese ha suscitato un’enorme ondata di indignazione in tutto il Paese. Il Governo di Benjamin Netanyahu ha varato due giorni fa nuove misure volte a colpire con maggiore incisività la parte più estremista del movimento dei coloni. E ieri queste misure sono entrare in azione con l’arresto di Meir Ettinger, sospettato di essere uno degli ispiratori delle cellule eversive dei coloni. Nei giorni scorsi nel suo blog, Ettinger aveva lanciato messaggi di violenza. E sempre ieri, nel cimitero di un kibbutz vicino a Gerusalemme, si sono svolti i funerali di Shira Banki, la ragazza israeliana uccisa da un ebreo ortodosso pochi giorni fa.

Foto Ansa/Ap

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